Lo Stallone morente ritorni al castello Ursino in quanto opera d’arte!

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Dallo sfregio delle mutande di latta alla condanna all’oblìo le due facce della stessa medaglia!

Castello Ursino

Catania – Il perseguitato ‘Stallone morente’ dello scultore siciliano Francesco Messina, che secondo i critici d’arte ’amava la giusta libertà e le dovute proporzioni’, dopo l’acquisto da parte del Comune e la sua degna ma estemporanea esposizione in piazza Federico di Svevia davanti il Castello Ursino viene trasferito, senza alcun motivo plausibile, subendo la sua prima trasfigurazione morale e facendo di fatto da spartitraffico in quella che i catanesi chiamano piazza Umberto, ovvero un parcheggio , dove viene senza alcun pudore sfregiato e deturpato, con gravi danni procurati all’opera con l’imposizione forzata di una sorta di ‘mutande di latta’ saldate alla scultura per coprirne parte del corpo dell’animale anche durante il passaggio della Madonna del Carmine (ma il cavallo non è parte del creato?). O almeno questa sarebbe secondo gli organi di stampa la motivazione del ‘sacrilego’ a vandalico gesto che peraltro ci ha fatto deridere dal mondo intero visto che la notizia è apparsa sugli organi di stampa di mezzo mondo.

Ma non contenti di ciò- afferma Alfio Lisi portavoce dell’Associazione – l’Amministrazione attuale a pochi mesi dal suo insediamento e anch’essa senza un motivo plausibile e ancora meno culturale, ma anche contro la volontà dei cittadini o almeno quelli che hanno espresso il loro disappunto per tale scelta, ha condannato di fatto l’opera all’oblio e , come se fosse stata creata dall’autore per tale finalità, alla ennesima funzione di spartitraffico e così facendo allontanandola definitivamente dallo sguardo dei cittadini che comunque in piazza ‘Umberto’ potevano ammirarla se avessero voluto e senza alcun puerile pudore: ma è o non è un’opera d’arte dello stesso scultore di Linguaglossa Francesco Messina che ha realizzato l’altro stallone che si trova nella sede storica della RAI a Roma, ovvero il simbolo stesso della RAI riconoscibile in tutto il mondo?

Invece i nostri amministratori che fanno? Trasformano l’opera di grande valore artistico, senza ascoltare le proteste e la richiesta che la scultura ritornasse al Castello Ursino, dove chiediamo che ritorni, magari esposto all’intero essendo stato un maniero con scuderie ed oggi museo civico d’arte della città, in un addobbo per l’ennesimo nuovo spartitraffico per la sua seconda trasfigurazione morale rendendolo peraltro irraggiungibile visto che l’accesso all’isola stradale è vietato dal Codice della Strada in quanto metterebbe a rischio l’incolumità dei cittadini.

Ma, ci chiediamo, la scelta insensata e indecorosa di installare la scultura di fatto invisibile in un ennesimo spartitraffico, che di fatto vieta ai cittadini e ai turisti di poterla ammirare in tutta la sua interezza artistica come è dovuta ad ogni opera d’arte degna di questo nome, è o non è l’altra faccia della medaglia di quelle oscene ‘mutande di latta’ che avevano come scopo la censura degli organi genitali dello stallone che ha fatto ripiombare la città in un profondo medioevo?

Free Green Sicilia-SOS Beni Culturali si chiede e chiede agli organi di stampa: quanti sono i catanesi e i turisti che sono a conoscenza del luogo della città, peraltro comunque irraggiungibile, dov’ è confinato lo ‘Stallone morente’?

Per tali aspetti ha promosso una sorta di caccia al tesoro… ovvero alla più bistrattata opera d’arte nella storia della città e della Sicilia che rappresenta lo ‘Stallone morente’ dello scultore di Linguaglossa.

Per tali aspetti facciamo appello agli organi d’informazione affinchè attivino un vero e proprio sondaggio tra i cittadini catanesi e i turisti per verificare quanti di loro sono a conoscenza dell’attuale collocazione dell’opera scultorea.