Migliorare la viabilità e garantire la pulizia dei tombini a Catania

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Traffico e code cittadine

 

Catania – Il dipartimento regionale della Protezione Civile ha diramato il bollettino che indica uno stato di preallerta arancione. Un campanello d’allarme che l’amministrazione di Catania deve prendere nella giusta considerazione. Che siano previste forti precipitazioni o meno, Palazzo degli Elefanti deve avviare immediatamente un programma di lavoro per la pulizia delle caditoie e un piano del traffico che scongiuri ancora il rischio di code chilometriche su via Vincenzo Giuffrida, sulla Circonvallazione, in via Domenico Tempio e nelle principali arterie del capoluogo etneo che ogni mattina sono invase da migliaia di pendolari. Con l’arrivo della stagione dei temporali, quindi, il rischio è la paralisi completa del flusso veicolare con strade a rischio sistematico di allagamenti perchè il sistema per il deflusso delle acque piovane non funziona da anni. Monte Po, San Giorgio, Librino, Nesima e San Giovanni Galermo sono quartieri dove questo problema si fa più evidente. Uno scenario che il consigliere comunale Maurizio Mirenda, chiede al sindaco di Catania di scongiurare in tutti i modi. Basta infatti il semplice rischio di precipitazioni a carattere di rovescio o temporalesco per aumentare a dismisura il numero di auto in circolazione. Il personale del corpo della polizia municipale di Catania, con gli agenti ormai ridotti all’osso, fa tutto il possibile per evitare disagi e problemi agli automobilisti. La questione di fondo è che, con le unità a disposizione, non si possono chiedere miracoli ai vigili urbani. Ecco perchè chiedo un piano di lavoro preventivo che possa evitare emergenze viarie legate alle eventuali ondate di maltempo. Nei quartieri della fascia esterna di Catania il problema dell’acqua alta, puntualmente si verifica qui dopo ogni temporale. Praticamente le arterie si trasformano in fiumi in piena che paralizzano il traffico ed impediscono ai pedoni perfino di attraversare la strada. Non solo, a Monte Po, Nesima e nel rione dei Cappuccini in alcuni punti l’acqua sommerge i marciapiedi ed invade le abitazioni.

Aurora Pennisi