Palermo: città della cultura ma senza bagni pubblici!

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Palermo – La città è vestita davvero a festa, tra tante luminarie per natale e fiori,un’atmosfera che avvolge molte vie e piazze del centro storico. E mentre si ci ritrova a passeggiare immersi in questo bellissimo paesaggio, ascolti magari un giovane palermitano motivato e intento a spiegare ad una turista che Palermo sta cambiando “faccia”. Ci sono tutti gli ingredienti per attrarre oltre i cari palermitani anche i turisti , che vogliono conoscere la nostra amata città.

Però non tutto sembra andare per il verso giusto, sotto questo mantello di luci che ricopre la città , qualcosa è stato dimenticato, come quello che si può vedere in Piazza Castelnuovo, e che sarà sicuramente sfuggito o all’amministrazione, o agli enti preposti, o potrebbe essere solo frutto di gente incivile.  

Un’altra piccola considerazione in tutto questo contesto,non esistono i bagni pubblici, questa amministrazione pensa a promuovere Palermo città della cultura , ma dimentica i bagni; infatti migliaia  e migliaia  di persone che si muovono in centro devono affidarsi per “liberarsi” ai bagni degli esercizi commerciali, esempio bar; che non sempre sono disponibili e infatti se per caso uno si sposta dalle vie più importanti e blasonate di Palermo, e si ci si

Piazza Castelnuovo gli ex bagni Politeama.Ph Paolo Arduino

infila dentro qualche viuzza più nascosta,queste possono diventare dei comodi bagni a cielo aperto dove potersi “liberare”tranquillamente.

A Palermo succede infine che la pipì si paga; se si utilizza il bagno di un Bar può costare più o meno come una tazza di caffè.

arduino@gdmed.it     Francesco Paolo Arduino 

Ph Paolo Arduino