Sit in protesta Co.co.co. Segreterie scolastiche. Delegazione ricevuta dal Presidente Musumeci

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Palermo – Mai più precariato, di alcun tipo e per nessuna categoria professionale;il lavoro deve essere un diritto e non una elemosina o sfruttamento sottopagato che perdura da decenni. Sembra paradossale che essendo parte delle democrazie più sviluppate ancora dobbiamo dirimere i conflitti che nascono per la precarietà del lavoro o peggio ancora per la sua mancanza. Primo obiettivo di ogni Governo deve essere quello di monitorare la richiesta di forza lavoro e cercarne i rimedi con interventi seri, costruttivi e sopratutto durevoli. Cosa bisognerebbe fare? Intervenire sulle risorse che l’Italia dispone, provvedere ad una oculata equi-distribuzione e per farlo è fondamentale eliminare gli sprechi. La ricchezza di cui dispone il Tesoro potrebbe sanare una parte consistente della richiesta lavoro offrendo opportunità. Spetta alla politica, a quella sana e costruttiva, trasformare i pensieri in azioni.

E così accade che anche coloro che lavorano nel comparto scolastico sono costretti a scendere in piazza per dare voce alla protesta evitando che la fine dell’anno coincida con il loro licenziamento.

Protesta co.co.co delle segreterie scolastiche davanti a palazzo d’Orleans: una delegazione di rappresentanti sindacali di Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil è stata ricevuta dal presidente della Regione Nello Musumeci. L’incontro si è svolto a fine mattinata, al termine della protesta indetta per chiedere la stabilizzazione del personale, amministrativi, tecnici e ausiliari, dopo 20 anni di precariato nelle scuole. “Il presidente Musumeci – dichiara Andrea Gattuso, segretario di Nidil Cgil Palermo – ha mostrato interesse nei confronti della vertenza e per quanto non direttamente responsabile ha dato la sua disponibilità, attraverso la sua autorità di presidente, a intervenire presso il ministero dell’Istruzione. Un’interlocuzione che proseguirà anche con il coinvolgimento degli assessori al Bilancio e alla Formazione Armao e Lagalla”.

Dopo il sit-in del 12 dicembre davanti all’Ufficio scolastico regionale, i sindacati hanno protestato nei giorni scorsi davanti alla Prefettura, all’Ars e alla Regione. Dopo il sit-in del 12 dicembre davanti all’Ufficio scolastico regionale, i sindacati hanno protestato nei giorni scorsi davanti alla Prefettura, all’Ars e alla Regione. “Concludiamo il percorso dei presidi con i livelli istituzionali, durante i quali abbiamo parlato con il prefetto, con l’assemblea regionale e con il presidente della Regione. Manteniamo lo stato di agitazione dei lavoratori fino a quando non sarà approvata l’emendamento inserito nella legge di Bilancio e restiamo in attesa di risposte dalle istituzioni che abbiamo coinvolto. I lavoratori, 750 in tutta Italia e 200 a Palermo, dal primo gennaio rischiano di restare a casa”. 

Ida Cangemi