Rosario Arcoleo,Sabrina Figuccia: “emergenza sociale, subito un regolamento”

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Palermo – Eppur qualcosa si muove. La solidarietà istituzionale presenta delle falle a cui occorre porre rimedio per evitare che dell’argomento se ne occupi solo la cronaca. Palermo città accogliente è uno slogan che dovrebbe essere inclusivo per tutti coloro che l’abitano. Sebbene il Comune ha posto in essere tutta una serie di iniziative relative all’aiuto di coloro che, per vari motivi, sono diventati prede della marginalità occorre fare ancora di più sopratutto durante i mesi freddi in cui le notti all’aperto sono un serio problema. I Consiglieri comunali Figuccia ed Arcoleo stanno facendo da apripista lanciando la proposta per la redazione di un regolamento che trasformi le belle parole in azioni concrete. “Ho accolto positivamente la richiesta della collega Sabrina Figuccia di lavorare fattivamente ad un regolamento che tenga conto delle reali esigenze di povertà in cui purtroppo versano tantissimi palermitani”. Ad affermarlo Rosario Arcoleo, presidente della Commissione Affari generali del Comune di Palermo, che prosegue: “Proprio in tal senso abbiamo convocato l’assessore al ramo Giuseppe Mattina, che giorno 17 alle ore 10.30 porterà un documento operativo sul quale lavoreremo insieme a tutti i soggetti che a vario titolo sono interessati. Sono molto contenta – afferma Sabrina Figuccia, componente della commissione – che su questi temi così importanti per la nostra città, si riesca a trovare una reale sinergia, capace di andate oltre gli steccati della politica e di rispondere alle troppe emergenze, affinché storie come quella di Amor, morto a Capodanno nell’indifferenza generale, possano non ripetersi mai più ”. E’ fin troppo chiaro che la povertà non si combatte con qualche pasto caldo, anche se molto utile, serve un cambiamento radicale prima culturale e poi politico; ma nell’attesa che le coscienze cambino il loro atteggiamento verso i diversi è la politica che può fare la differenza. Primo stereotipo da abbandonare è la considerazione che le persone improduttive, malati,anziani,barboni, valgano meno e quindi investire su di loro è un costo sociale. E’ vero il contrario e se la classe politica non lo ha ancora compreso è lecito domandarsi:”ma i politici, sono socialmente utili”?

Ph:Barboni, Ph di Paolo Arduino

Tonino Pitarresi