Giorno della Memoria. “Il dovere della Memoria – le testimonianze”

0
874

 

Castellammare del Golfo (TP) – Si è concluso l’intenso percorso della settimana dedicata alla cultura del “Fare Memoria” tra i giovani che ha visto l’associazione FIDAPA di Castellammare del Golfo, l’associazione culturale Stella Alpina e l’ANPI di Trapani portare le loro testimonianze negli istituti scolastici trapanesi con incontri incentrati, soprattutto, nella testimonianza diretta di uno dei sopravvissuti ai campi di concentramento dove i tedeschi hanno rinchiuso i militari italiani che dopo l’8 settembre del 1943 si sono rifiutati di collaborare con il nazifascismo, preferendo rimanere nei lager in condizioni durissime a soffrire freddo fame e a sopportare qualsiasi umiliazione. Ben 53mila dei 650mila militari fatti prigionieri dai nazifascisti sono morti per uccisioni o per malattie causate dall’indegna situazione in cui furono costretti a vivere.

La notizia dell’iniziativa della giornata della Memoria dedicata alla storia degli internati militari italiani presso l’istituto di istruzione superiore “Piersanti Mattarella-Danilo Dolci” di Castellammare del Golfo con la Dirigente Scolastico Loana Giacalone, circolata in questi giorni sui quotidiani on line è arrivata anche a casa del sig. Bevilacqua, uno smilzo vecchietto di 94 anni, ex internato militare in Germania durante la seconda guerra mondiale. Giuseppe Bevilacqua si è presentato nell’aula magna dell’istituto accompagnato dal figlio ed ha portato a tutta la platea la sua testimonianza.

È stata una testimonianza inaspettata. Ha raccontato della sua guerra in Grecia, di come i tedeschi dopo l’armistizio entravano nelle case delle famiglie per vedere se nascondevano soldati italiani e quando li scovavano, li prendevano, li portavano fuori e li ammazzavano. Ha raccontato dei massacri, delle crudeltà inaudite, delle fosse piene di soldati uccisi. Deportato in Germania ha tanto sofferto la fame. Una testimonianza cruda. Emozione e lacrime tra i ragazzi che hanno ascoltato a bocca aperta, quasi increduli. Ma questa non è stata l’unica sorpresa. C’erano in aula anche dei parenti di un ex ufficiale internato che sono arrivati da Palermo.

Al tavolo dei relatori: la dirigente Loana Giacalone, l’assessore alla cultura Salvo Bologna, la presidente della Fidapa di Golfo di Castellammare e la Prof. Pietra De Blasi. La violinista Laura Sabella si è esibita catturando l’attenzione del pubblico presente. La professoressa Anna Maria De Blasi ha letto il messaggio che ha inviato il presidente provinciale dell’Anpi di Trapani, Aldo Virzi, impossibilitato a partecipare in quanto impegnato in altre iniziative di Fare Memoria: “Il nostro compito è quello di vaccinare contro l’indifferenza. Fare memoria, conoscenza, ma è anche correzione un luogo comune secondo il quale la Resistenza riguarda solo il Nord. Niente di più sbagliato perché la partecipazione dei meridionali alla guerra di liberazione è stata notevole. Notevole è stata la partecipazione di partigiani trapanesi e della provincia.”

Le testimonianze sono state raccolte dalle figlie, Pietra e Anna De Blasi e trascritte in un libro dall’emblematico titolo “Scorze di patate”, cioè quelle scorze che i militari prigionieri, definiti IMI (Italiani internati militari), un escamotage per non applicare la convenzione umanitaria di Ginevra) “rubavano” alla spazzatura per sopravvivere. Testimonianze da leggere in un fiato e soprattutto tenerle vive per combattere l’indifferenza che spesso si alligna anche nei giovani. Il lavoro di ricerca svolto dalla Prof. Pietra De Blasi durante i suoi viaggi in Germania alla ricerca dei luoghi della prigionia del padre Giuseppe e dello zio Andrea, è un prezioso lavoro di storia e di recupero della Memoria associato all’amore per chi ha lottato per la libertà e la democrazia.

Anche il presidente provinciale dell’ANPI nel suo interventi ha voluto rimarcare la necessità di sapere, conoscere cosa è stato l’olocausto, ma anche la guerra partigiana, la liberazione dell’Italia dal nazismo e dal fascismo. Compito delle nuove generazioni ha detto è di conoscere il passato e soprattutto di essere “sentinella civiche” perché non debbano più ripetersi. Hanno partecipato anche gli alunni della scuola media “Pascoli” ed è stato proiettato un video realizzato dagli alunni guidati dalla professoressa Di Stefano.

ngibiino@gdmed.it

Antonino Gibiino