Vittoria delle Guide turistiche presso il Consiglio di Giustizia Amministrativa

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Le guide turistiche vincono il ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana che conferma la distinzione tra le figure professionali di Guida turistica ed Accompagnatore turistico.

Palermo – Guide e accompagnatori turistici sono due figure professionali diverse e non possono essere equiparate. Lo dice una sentenza del Cga pubblicata giorni fa e che riguarda la controversia aperta da un centinaio di accompagnatori turistici contro l’assessorato regionale al Turismo che aveva negato loro la possibilità di svolgere l’attività di guida senza aver superato l’abilitazione. In primo grado il TAR Catania, in accoglimento dei ricorsi, ne aveva consentito l’iscrizione all’albo delle guide turistiche, seppur in via provvisoria. Il Consiglio di giustizia amministrativa, con sentenza del 31 gennaio 2018, n. 38 ha accolto invece in pieno i principi sostenuti negli appelli presentati dall’Avvocatura dello Stato in rappresentanza dell’Assessorato regionale al Turismo e dagli avvocati Salvatore e Luigi Raimondi che hanno presentato l’intervento ad adiuvandum per conto di numerose associazioni di categoria siciliane nonché di circa 200 guide turistiche a titolo individuale. La sentenza del Cga stabilisce, in ragione del diritto interno e dell’Unione Europea, che le figure professionali di guida turistica e di accompagnatore turistico sono e restano ben distinte.

Si tratta di una sentenza importante destinata a fare giurisprudenza in un settore per cui da anni si attende una riforma in grado di mettere ordine e garantire diritti non solo ai professionisti del settore ma ai consumatori che devono avere certezza sulle competenze di chi li guida alla scoperta di un territorio”, dice Corinna Scaletta presidente di Federagit Confesercenti Sicilia. “Per questo – aggiunge – rappresenta una vittoria per la tutela della professione delle guide turistiche a livello nazionale e non solo regionale”.

Per Vittorio Messina, Presidente Nazionale Assoturismo “la decisione del Cga serve a prevenire ulteriori tentativi politici di introdurre con legge la figura della guida accompagnatore ponendosi come chiaro riferimento per ciò che chiediamo da tempo: una normativa quadro statale che possa disciplinare le professioni del turismo in Italia. Il turismo – dice – rappresenta una risorsa economica molto importante per il Paese per cui occorre pretendere il massimo della professionalità in tutti gli ambiti, nel rispetto delle diverse professioni”.

Le Guide turistiche abilitate iscritte nell’elenco della Regione Siciliana sono attualmente 1266 ma questo elenco include gli accompagnatori iscritti in via provvisoria dopo avere vinto ricorso in primo grado di giudizio presso il TAR Catania. Gli accompagnatori turistici iscritti nell’elenco della Regione Siciliana sono invece 570. I ricorrenti citati nella sentenza del CGA sono 89 ma di questi 11 non si sono costituiti nel giudizio di secondo grado.

La sentenza ha inoltre chiarito che, sulla base delle norme e della giurisprudenza dell’UE,  non esiste alcun tipo di discriminazione alla rovescia degli accompagnatori turistici rispetto alle guide provenienti da altri Stati dell’Unione che esercitano occasionalmente la professione di guida turistica in Italia senza essere iscritte ad un albo italiano. Gli accompagnatori appellati, infatti, esercitano in via stabile e non temporanea e occasionale.

A Corinna Scaletta, presidentessa di Federagit Confesercenti Sicilia e Guida turistica abbiamo chiesto qual’è la differenza tra le due professioni.

Professioni turistiche: Guida turistica e Accompagnatore turistico sono due figure distinte

Questo importante principio è stato ribadito nella recente sentenza del CGA che farà giurisprudenza nell’ambito delle professioni del turismo.

La controversia traeva origine dal diniego opposto dall’Assessorato Regionale al Turismo alla richiesta da parte di numerosi accompagnatori turistici di esercitare la professione di guida turistica seppur in assenza della abilitazione prevista dalla norma regionale sulle professioni turistiche. In primo grado il TAR Catania, in accoglimento dei ricorsi presentati da 85 accompagnatori, aveva ritenuto che le due figure professionali fossero state unificate dal Codice del Turismo, consentendo agli stessi l’iscrizione all’albo delle guide turistiche.

Il collegio giudicante invece, sulla base delle norme di diritto europee, nazionali e regionali, ha ritenuto che la decisione di primo grado impugnata era errata. La sentenza n. 38 del 31 gennaio 2018, molto ben articolata, chiarisce che il Codice del Turismo e altre disposizioni di leggi statali richiamate siano chiare circa la permanenza della distinzione tra le due figure professionali; conferma la validità e l’efficacia della legge regionale sulle professioni turistiche; afferma che nel caso in esame non esiste alcuna discriminazione alla rovescia rispetto alle guide provenienti da altri Stati dell’Unione che esercitano occasionalmente la professione di guida turistica in Italia senza essere iscritte ad un albo italiano, esercitando gli accompagnatori turistici una professione in via stabile e non già in via temporanea e occasionale. L’appello è stato ritenuto fondato e sono state annullate tutte le sentenze di primo grado. Sono, dunque, stati accolti pienamente i principi sostenuti negli appelli presentati dall’Avvocatura dello Stato in rappresentanza dell’Assessorato regionale al Turismo e dagli avvocati Salvatore e Luigi Raimondi che hanno brillantemente presentato l’intervento ad adiuvandum per conto di numerose guide turistiche a titolo individuale e in rappresentanza delle principali associazioni di categoria siciliane.

Gli esiti chiari della sentenza fanno finalmente chiarezza nel settore delle professioni turistiche che necessita una chiara legge quadro che consenta di uniformare le modalità di accesso ad entrambe le professioni in tutta Italia, soprattutto a partire dall’entrata in vigore della Legge 97/13 che ha sancito che la guida turistica esercita la propria professione sull’intero territorio nazionale.

Guida e accompagnatore turistico svolgono ruoli differenti ma complementari, entrambe le professioni contribuiscono a garantire la buona riuscita del viaggio. Sotto tale aspetto, la sentenza contribuisce anche a garantire la tutela del consumatore turista che spesso è ignaro della differenza tra le due professioni e potrebbe pagare per un servizio fornito da un professionista non abilitato nell’una o nell’altra professione.

Vale qui la pena ricordare che “è guida turistica chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi di persone nelle visite a siti paesaggistici e naturalistici ed a beni di interesse turistico quali monumenti, opere d’arte, musei, gallerie, scavi archeologici, illustrandone le caratteristiche culturali, storiche ed artistiche”, mentre “è accompagnatore turistico chi, per professione, accoglie o accompagna singole persone o gruppi di persone durante viaggi attraverso il territorio nazionale o all’estero per curare l’attuazione dei programmi di viaggio predisposti dagli organizzatori e assicurare i necessari servizi di assistenza per tutta la durata del viaggio, fornendo, inoltre, informazioni significative di interesse turistico sulle zone di transito, al di fuori dell’ambito di competenza delle guide turistiche”.

Si consideri, infine, che se la distinzione tra le due professioni non fosse stata riconosciuta, chiunque in possesso di un’abilitazione di accompagnatore turistico, anche conseguita in altro Paese, avrebbe potuto vedersi riconosciuto il diritto di esercitare come guida turistica senza essere in possesso di alcuna abilitazione conseguita a seguito del superamento di apposite verifiche, arrecando enorme danno alla professionalità dell’intera categoria delle guide turistiche regolarmente abilitate. Il turismo costituisce una risorsa economica molto importante per il nostro Paese per cui occorre pretendere il massimo della professionalità in tutti gli ambiti, nel rispetto delle diverse professioni e a garanzia della soddisfazione del cliente”.