Delibera di riformulazione del piano di riequilibrio pluriennale

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Palazzo Zanca

Come leggerla e comprenderla

Messina – In adempimento alla deliberazione n.2 del 14 febbraio si presenta la proposta di delibera per la riformulazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale del comune di Messina, realizzata in applicazione dei commi 888 e 889 della legge n. 205/2017 (“Legge di Bilancio 2018”), che riformula il piano per il periodo 2014-2033. Come è noto, il piano è in attesa del completamento di un’istruttoria ripetutamente rinviata a causa di vari interventi normativi che hanno condotto a varie riformulazioni della proposta. Nel frattempo il Comune ha agito per attuare le misure e le azioni previste nell’originario progetto, rafforzandole con ulteriori indirizzi formulati dall’amministrazione (in particolare, le delibere di Giunta n. 642 del 23/09/2016 e n. 257 del 04/05/2017) e si è attivato con azioni di gestione delle società partecipate, di attivazione nei contenziosi, di realizzazione di accordi transattivi per la riduzione della massa passiva. A seguito di ciò e in armonia con il contenuto del parere espresso in merito dal Ministero dell’Interno lo scorso 22 febbraio, si è operata una revisione della massa passiva censita, nonché delle misure previste nel piano di riequilibrio che si va a emendare.

Monitoraggio risorse e impieghi nel periodo 2014-2017
il monitoraggio effettuato sul periodo 2014-2017 evidenzia la realizzabilità delle economie programmate e, dunque, la affidabilità del piano di riequilibrio che, in virtù della estensione a venti anni del periodo di validità, mantenendo fermi i tempi di pagamento programmati o negoziati con i creditori, assume caratteri di migliore sostenibilità sotto il profilo sia economico-finanziario che sociale.
Sul versante delle risorse, a fronte delle economie attese per € 96.026.694,43 si sono realizzate risorse per complessivi € 108.682.620,42, con un surplus di € 12.655.925,99 (il 13,2% in più del previsto). Di queste, una parte è andata a finanziare impieghi previsti nel piano di riequilibrio e una parte ha sostenuto la complessa costruzione degli equilibri correnti di bilancio, nella delicata fase dell’entrata in vigore delle norme sull’armonizzazione finanziaria che, unitamente alla riduzione tendenziale dei trasferimenti da Stato e Regione, ha reso particolarmente onerosa la stessa formazione dei bilanci dei Comuni, al punto da rendere necessaria l’adozione del provvedimento di allungamento del periodo del riequilibrio finanziario pluriennale ottenuto con la Legge di Bilancio 2018 sopra rammentata.
Il risultato ottenuto sulle risorse non è dovuto alla piena realizzazione di tutte le azioni e misure previste, ma alla compensazione che alcune di esse hanno consentito rispetto alla mancata o minore attivazione di altre. In particolare hanno trovato impossibilità o difficoltà di attivazione le misure connesse alla riforma del catasto (non partita per mancato adempimento del Governo rispetto all’emanazione dei decreti attuativi della relativa legge-delega) e alla revisione delle rendite catastali (in avvio adesso in virtù di un progetto-obiettivo interdipartimentale); allo stesso modo, alcune azioni “minori” non si sono realizzate: i proventi per la valutazione di incidenza e quelli derivanti dai mercati, per i quali la realizzazione degli incrementi previsti è stata negativamente compensata dalla riduzione di occupazione di spazi in altri mercati cittadini.
Queste minori risorse sono state sovrabbondantemente compensate dalle altre misure previste e, in particolare, dai risultati della lotta all’evasione, che ha generato 11,4 milioni contro i previsti 8 (il 42,7% in più), dal dimezzamento dei fitti passivi (da 2,7 a 1,3 milioni: il 53% in più del previsto), dall’azzeramento delle spese di giustizia, dalla riduzione del 36% sui consumi energetici (scesi da 11,3 milioni del 2013 a 7,2 del 2017, sostanzialmente in linea con le previsioni), dal risparmio del 26% sulle spese correnti dell’intervento 3 (ridotte di circa 12 milioni), dal risparmio delle spese sul personale.

Rimodulazione del piano per il periodo 2018-2033
Per la riformulazione del piano nel periodo 2018-2033, sul fronte degli impieghi è stato operato un attento aggiornamento della massa passiva relativo sia agli importi; in particolare sono state recepite le variazioni comunicate dai dirigenti competenti dovute a nuovi accordi coi creditori, all’evoluzione del contenzioso, a fattori esogeni come l’intervenuta procedura concordataria per “messinambiente” ed è stata rivalutata la collocazione delle singole posizioni nell’ambito dei “righi” del piano per l’evoluzione del contenzioso, con eventuali cancellazioni o riposizionamenti – ad esempio – al rigo 2 dai righi 3 o 4);
mantenendo poi inalterato il periodo atteso del pagamento dei debiti “riconoscibili” (rigo 2, finanziamento programmato entro il 2018) e per messinambiente (rigo 5), si è incrementato portato al 2033 il periodo per la costituzione dei fondi destinati a coprire l’esposizione potenziale da contenzioso (righi 3 e 4) e all’esposizione nei confronti dell’atm (rigo 6); si è considerato l’effetto prodotto sui “debiti potenziali derivati” (rigo 7) dalla transazione con l’istituto bancario bnl (approvata dal consiglio comunale con la deliberazione n. 66/C del 30 dicembre 2016 e successivamente sottoscritta), che ha ridotto l’esposizione media annua verso BNL e, sempre sul rigo 7, si sono inseriti gli importi delle rate BNL e degli accantonamenti prudenziali (Dexia) relativi al periodo 2024-2033. Sono stati inseriti nei righi 8 e 9, per il periodo 2024-2033, gli importi annui relativi alla restituzione del fondo per garantire la stabilità finanziaria degli enti locali (art. 43 del Decreto Legge n. 133/2014) e all’assorbimento del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei residui effettuato a consuntivo 2014.
Sotto il profilo espositivo è stato inserito un rigo nello schema degli “Impieghi” che, esprimendo la differenza tra risorse programmate anno per anno e passività da ripianare/fondi da costituire, evidenzia le eccedenze annuali delle misure del piano, che possono confluire nel bilancio corrente del Comune.
Nel complesso il totale delle passività, dei fondi e degli accantonamenti da porre in essere nel periodo di riequilibrio passa dall’importo di
L’esposizione debitoria del Comune in senso stretto (ossia ascrivibile al debito “riconoscibile” e “potenziale”, censita nei righi da 2 a 7 del piano, inclusivo delle esposizioni derivanti da sentenze, verso fornitori, professionisti e imprese, verso le partecipate, per finanza derivata o “latente” per rischio da contenzioso) si riduce di circa 71 milioni, passando da € 347.694.372,33 a € 278.179.635,33.
A questi si aggiungono € 95.729.174,73 per la restituzione del fondo per la stabilità finanziaria degli enti locali e l’assorbimento disavanzo da riaccertamento straordinario a consuntivo 2014 (righi 8 e 9) e € 21.408.942 di accantonamento per “rischi straordinari” (rigo 1), pervenendo a una riduzione totale delle passività il cui importo passa dai 425.896.572,73 € della delibera n. 56/C (settembre 2016) agli attuali 395.317.752,04 €.
L’aggiornamento delle risorse ha tenuto conto del monitoraggio sul periodo 2014-2017 sopra sinteticamente richiamato ed è stato realizzato:
azzerando quelle che per fattori esogeni hanno perso possibilità attuativa (es.: azione basata sull’inattuata riforma del Catasto, maggiori entrate dai mercati domenicali e “Aldisio”, che – pur realizzate – sono state controbilanciate dalla riduzione di attività complessiva sui mercati cittadini);
adeguando alla nuova documentazione prodotta dai Dipartimenti le previsioni di entrata precedentemente programmate ma non ancora realizzate (es.: revisione rendite catastali, rimodulata in base al progetto-obiettivo formulato dalla Dirigente competente);
rivalutando il contributo di risorse che hanno strutturalmente e stabilmente mostrato una sovraattivazione rispetto alla previsione;
riorganizzando nel tempo quelle che hanno trovato più tardiva applicazione, e mantenendone la presenza nel piano (anche nel caso di misure di importo modesto), ove considerata praticabile la loro effettiva attivazione.
Sono state incrementate di mezzo milioni/anno le risorse previste per la lotta all’evasione nel periodo 2018-2020 e consolidati i risparmi strutturali conseguiti (fitti passivi, economie da TARES/TARI), aggiornandoli ove necessario in base ai nuovi fatti comunicati (project finance per la gestione della pubblica illuminazione, minori costi da convenzione per la gestione di alcuni impianti sportivi) o alla programmazione della conclusione di azioni previste negli atti di indirizzo (operazioni su immobili).
Questi risultati hanno consentito di rimodulare i contributi richiesti alle società partecipate AMAM e ATM, riducendo la previsione di dividendi della prima e costruendo un diverso sistema di contribuzione media annua della secondo. Inoltre, è col nuovo piano possibile programmare una più incisiva strategia di turn-over del personale del Comune, portando il tasso di ricambio al 100% dal 2019. Un risultato molto importante che consentirà un necessario investimento nel capitale umano dell’Ente.


La riformulazione del piano di riequilibrio è il frutto dell’intenso e impegnativo lavoro amministrativo, tecnico, politico posto in campo dall’amministrazione e dal Comune tutto in questi anni. Possiamo dire con soddisfazione che la produzione di risorse derivanti dall’attuazione delle misure del piano e il lavoro di riduzione della massa passiva posto in essere e tuttora in corso, unitamente alla considerazione del nuovo orizzonte temporale per il riequilibrio finanziario del Comune definito dai commi 888 e 889 dell’art. 1 della L. n. 205/2017 consentono di definire un piano di riequilibrio riformulato di sicura affidabilità e di accresciuta sostenibilità sociale, oltre che economica e finanziaria.