Emergenza freddo, tende in Corso Sicilia

0
373

 

 

Un terreno abbandonato in corso Sicilia da riqualificare come centro fisso accoglienza

Catania – L’emergenza freddo di questo periodo va affrontata dall’amministrazione comunale in modo capillare e articolato sopratutto nell’ambito degli aiuti ai senza tetto, italiani e stranieri, in costante aumento. Persone che hanno estremo bisogno di aiuto e non possono essere lasciate nell’indifferenza. In Corso Sicilia, in particolare, assistiamo all’istallazione di tende sotto i portici che ovviamente non possono offrire un riparo sicuro. Allo stesso tempo, poco distante, in piazza della Repubblica, tra i palazzoni, un ampio terreno apparentemente abbandonato continua ad essere usato come discarica e come latrina a cielo aperto. Che fare allora? In qualità di presidente della commissione comunale al Bilancio Vincenzo Parisi ha chiesto al Sindaco Bianco, all’assessore ai Servizi Sociali e agli esperti del comune di costruire una collaborazione duratura con le associazioni come la Caritas, la Comunità di Sant’Egidio, la Croce Rossa Italiana e tutte le altre che già da tempo si occupano di questo tipo di emergenze. Parliamo di enti che tutti i catanesi devono ringraziare per la sensibilità che dimostrano sempre verso coloro colpiti duramente dalle avversità della vita. “Il problema è che parliamo di iniziative – continua Parisi – che vanno quasi a compartimenti stagno, al contrario si dovrebbe costruire una cabina di regia che coinvolga tutti i soggetti interessati. Le tende in Corso Sicilia è un simbolo evidente e sono sotto gli occhi di tutti. Ecco perchè bisogna intervenire realizzando più strutture fisse comunali sparse per la città dove si possa garantire loro un pasto caldo, la possibilità di curare l’igiene personale e un tetto sopra la testa durante tutto il periodo dell’anno. A Catania ci sono veri e propri hotel per disperati che noi chiamiamo Mulino Santa Lucia, Vulcania, ex raffinerie di Zolfo del viale Africa, palazzo di via Ala e l’elenco potrebbe continuare ancora per molto”.