Commenti in libertà sulle politiche. Seconda puntata

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Palermo – Questi i dati percentuali definitivi del Rosatellum.

Coalizione di centrodestra: Forza Italia 14,03% (Camera), 14,44% (Senato). Lega 17,40%, 17,65%. Fratelli d’Italia 4,35%, 4,26%. Noi con l’Italia 1,31%, 1,20%.

Coalizione di centrosinistra: Partito Democratico 18,71%, 19,14%. Più Europa (Bonino) 2,54%, 2,36%. Insieme 0,60%, 0,54%. Civica Popolare (Lorenzin) 0,54%, 0,52%.

Movimento Cinque Stelle 32,64%, 32,17%.

Liberi e Uguali 3,37%, 3,27%. Potere al Popolo 1,12%, 1,05%. Il Popolo della Famiglia 0,66%, 0,70%. Casapound 0,94%, 0,85%. Popolo per la Costituzione (ingroia) 0,10%, 0,08%.

Alla pessima legge elettorale, il Rosatellum, si sono aggiunti clamorosi errori sulla stampa delle schede, a Palermo e Mantova, che hanno causato ritardi di vario genere.

Tra le dichiarazioni del dopo voto appaiono singolari le modalità delle dimissioni del segretario del PD Matteo Renzi, che ha annunciato di volersi fare da parte a seguito della sconfitta, ma solo dopo le elezioni dei presidenti delle due camere e la formazione del nuovo governo. Atti tutti che dovrebbero invece essere intestati ad un segretario nel pieno del suo vigore politico. Osservatori scafati ritengono che ciò serva ad evitare un liberi tutti con corsa di parti del PD al sostegno di un governo a guida 5 stelle. Renzi è stato sindaco di Firenze dal 2009 al 2014, ma già nell’agosto del 2010 aveva lanciato l’idea della rottamazione senza incentivi per dirigenti di lungo corso del PD (leggi soprattutto D’Alema). Segretario del PD dal 15 novembre 2013 al 5 marzo 2018, col 67,5% dei voti. Con la interruzione delle dimissioni rese nel febbraio 2017 a seguito della scontitta nel referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. E’ infatti rieletto col 69,2% dei voti congressuali. Pur non parlamentare è Presidente del Consiglio dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016. La sua parabola va dal massimo storico del 40,8% del centrosinistra alle elezioni europee del 2014 al minimo del sotto il 20% del PD alle elezioni politiche di adesso. E mentre esplodono le battaglie preliminari aventi ad oggetto a chi tra coalizione di centrodestra e Movimento Cinque Stelle il Presidente della Repubblica debba affidare l’incarico del nuovo governo, con le correlate trattative più o meno nascoste ad imbarcare deputati e senatori sconfitti utili al raggiungimento di una maggioranza assoluta, dobbiamo adesso attendere i dati sulle attribuzioni definitive dei seggi (calcolo complesso a causa delle distribuzioni del plurinominale) ed i 12 deputati e 6 senatori eletti all’estero.

Giovanni Paterna