Commenti in libertà sulle politiche. Terzo aggiornamento

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Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro
Matteo Renzi

 

Palermo – Come è noto i seggi al Parlamento sono 630 alla Camera e 321 al Senato (315 eletti + 6 senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica). Sono stati sinora assegnati 607 seggi alla Camera e 308 al Senato. Questi sinora i dati.

Centrodestra 260 complessivi alla Camera e 135 al Senato. Movimento Cinque Stelle 221 alla Camera e 112 al Senato. Centrosinistra 112 alla Camera (recuperati gli sconfitti Franceschini, Pinotti, Minniti e Orfini) e 57 al Senato. Liberi e Uguali 14 alla Camera (recuperati gli sconfitti Bersani, D’Alema e Boldrini) e 4 al Senato.

Questo il dato definitivo dell’affluenza: 72,93% per la Camera (-2,31 rispetto alle elezioni del 2013), e 72,99 al Senato (-2,27%). Ciò conferma la crescita dell’astensionismo, più propriamente nausea, degli italiani verso la politica.

Contraddittorio il comportamento degli osservatori internazionali. Politici europei e giornali hanno preventivamente sparso terrore se non si fosse votato “per l’Europa”. All’incontrario tendenzialmente pacate dopo il voto le reazioni dei mercati, e le modifiche dello spread. Sostanzialmente le perdite sono state subite quasi esclusivamente in borsa da Mediaset e Mondadori, il cui riferimento è ormai declassato a numero 2 del centrodestra. Vediamo, con il filtro del cinismo realistico, di comprendere il perchè grillini e leghisti (veri vincitori ed entrambi euroscettici) non preoccupino troppo, segnando una impressionante differenza con le reazioni imposte dall’UE alla Grecia. Anzitutto le dimensioni dell’Italia, paese fondatore della Comunità Europea, poi divenuta Unione, sono ben diverse dalla Grecia. E l’Europa, che già confligge con Brexit da un lato e le scelte nazionaliste ed anti immigrati di Polonia ed Ungheria dall’altro, non è più quella di Sarkozy e della prima Merkel, non di quella della coalizione di governo tedesca di oggi. Così -non sembri bestemmia- Di Maio o Salvini, che hanno vasto sostegno popolare, sono interlocutori assai più pericolosi per l’Europa di un Silvio frenato dai suoi interessi economici o di un Renzi cui non molti in Europa hanno prestato attenzione. Ecco perchè sembra esserci sopportazione se non comprensione, almeno per ora. Ed ecco perchè Confindustria e Marchionne appaiono quasi benevoli sulla ipotesi Di Maio premier. Ed ecco ancora perchè quei poteri finanziari, sempre vicini ai governi precedenti, benedirebbero l’idea di un sostegno PD, ad un governo Cinquestelle, dove collocare i propri uomini (o donne) . Ed è prevedibile che ne vedremo delle belle, ovviamente travestite da difesa di elevati principi politici. Nell’interesse, si intende, del popolo.

Giovanni Paterna