La Festa non si vende, si vive

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La Filcams Cgil Sicilia esprime soddisfazione per l’emendamento presentato dall’assessore regionale alle attività produttive Mimmo Turano, ma ritiene fondamentale un confronto tra le parti

Palermo – Lo sciopero regionale unitario proclamato lo scorso 28 marzo dalle Segreterie regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil contro le aperture festive del 2 aprile, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno, ha sortito i primi effetti: l’emendamento nella legge finanziaria presentato dall’assessore regionale Turano che prevede l’obbligo di chiusura l’1 gennaio, a Pasqua, il 25 aprile, il 1 maggio ed il 2 giugno.

Apprendiamo favorevolmente dalla stampa dei giorni scorsi che l’assessore regionale alle attività produttive concorda con leorganizzazioni sindacali in merito al diritto del lavoratore a poter trascorrere una giornata di festa in famiglia, oltre al dato di fatto che, molto spesso, le aperture festive non hanno prodotto né aumento dei consumi e, quindi, del fatturato. – afferma Salvo Leonardi, segretario generale Filcams Cgil Sicilia – Avremmo preferito, però, che l’assessore avesse condiviso direttamente con noi le sue posizioni, attraverso un tavolo di confronto fattivo e produttivo. Riteniamo, infatti, che l’essere una regione a statuto autonomo, con i corretti passaggi normativi ed istituzionali, consenta di potere intervenire sulle Liberalizzazioni.”

Da anni, la Filcams Cgil chiede una regolamentazione delle aperture domenicali e festive, sottolineando, in particolare, il rispetto per le festività principali, sia religiose che laiche. Una richiesta avanzata a gran voce, soprattutto, dopo la liberalizzazione delle aperture, che ha privato del proprio tempo libero i lavoratori della grande distribuzione, in maggioranza donne.

Per tale ragione, nelle more di conoscere l’esito dell’emendamento, resta confermato lo sciopero già proclamato anche per le prossime festività del 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno.

Il prossimo passo – prosegue Leonardi – sarà quello di chiedere, anche a questo governo regionale, l’apertura di un tavolo con le parti sociali che porti ad una legge regionale sul commercio.”