“Operazione Car Network”. La Polizia di Stato disarticola una complessa organizzazione criminale dedita ai furti, alla ricettazione ed al riciclaggio di veicoli

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Scoperto giro d’affari per migliaia di euro

Palermo – La Polizia di Stato, nel corso delle prime ore del mattino, ha dato esecuzione ad un’Ordinanza di applicazione di 12 misure cautelari degli “arresti domiciliari”, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Termini Imerese, su richiesta del Pubblico Ministero titolare delle indagini, nei confronti di altrettante persone (uno dei quali residente a Brescia e tratto in arresto dalla Sezione Polizia Stradale di Brescia), dediti ai reati di furto, ricettazione e riciclaggio di veicoli, commessi prevalentemente nei territori dei Comuni di Misilmeri e Palermo.

A seguito di una lunga e complessa attività di indagine, svolta dagli agenti del Commissariato “Brancaccio” e del Compartimento della Polizia Stradale per la “Sicilia Occidentale” di Palermo, attraverso laboriosi servizi di osservazione controllo e pedinamento, di intercettazioni di conversazioni telefoniche, integrati da una mirata attività tecnica di videosorveglianza presso alcuni siti di stoccaggio e di smantellamento di veicoli di provenienza illecita, la Polizia di Stato ha individuato un’articolata organizzazione criminale dedita al furto, ricettazione e riciclaggio di autovetture e pezzi di ricambio. Questi ultimi venivano occultati all’interno di depositi e magazzini  sia a Misilmeri sia nella città di Palermo.

E’ stata così accertata la perpetrazione di svariati episodi delittuosi individuandone ed identificandone tutti i personaggi coinvolti a titolo di concorso tra di loro, il cui giro di affari può essere valutato approssimativamente in decine di migliaia di euro.

In particolare, è emerso che nelle aree di pertinenza degli arrestati venivano svolte le operazioni di smontaggio di mezzi di provenienza illecita così da recuperare organi-motore, pezzi meccanici ed altri componenti che venivano utilizzati come ricambi per altre autovetture, sulle quali venivano poi rimontati al fine di occultarne la provenienza illecita. Altri, invece, venivano riciclati utilizzando la documentazione e i dati identificativi (telaio e targhette) di veicoli incidentati e precedentemente acquistati, alcuni dei quali di provenienza estera, al fine di rimetterli sul mercato delle auto usate attraverso auto-rivendite compiacenti, talune delle quali facenti capo a membri dell’organizzazione.

Nel corso delle indagini, altresì, si è accertato che alcuni degli arrestati realizzavano consistenti profitti truffando varie compagnie assicurative attraverso la simulazione di furti di veicoli o incidenti stradali mai avvenuti.

Sono tuttora in corso perquisizioni presso alcuni garage

degli indagati, dove i veicoli di provenienza illecita venivano smantellati o smontati in alcune parti, così da recuperare organi-motore, pezzi meccanici ed altre componenti che venivano utilizzati come ricambi per altre autovetture sulle quali venivano rimontati al fine di occultarne la illecita provenienza o reimmessi nel circuito del commercio clandestino.

Questi i destinatari delle misure restrittive:

  1. Tantillo Giovanni, classe 1974

  1. Grasso Filippo, classe 1969,

  1. Militello Vincenzo, classe 1976

  1. Raccuglia Ettore, classe 1977

  1. Riggio Michele, classe 1970

  1. Baiamonte Francesco, classe1959

  1. Spataro Daniele, classe 1988

  1. Palmeri Vincenzo Emanuele, classe1991

  1. Tortorici Giovanni, classe1953

10. Sirchia Salvatore, classe1973

  1. . Sirchia Marcello, nato a Brescia nel1975

  1. . Lo Piccolo Giancarlo, classe1982