Il sindaco Garozzo alla Festa della Repubblica

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Il sindaco Giancarlo Garozzo

 

Siracusa – Ecco una sintesi dell’intervento del sindaco, Giancarlo Garozzo, alla Festa della Repubblica tenuta stamattina in piazza Duomo.

«Oggi celebriamo la nascita della Repubblica Italiana, un anniversario che coincide con il settantesimo anniversario della nostra Costituzione. Il 2 giugno del 1946 (…) non fu chiesto solo di esprimersi con referendum tra Monarchia e Repubblica, ma anche di eleggere i propri rappresentanti all’Assemblea incaricata di dare una nuova costituzione democratica al Paese. (…)

«Non è un caso se la nostra Carta resiste al trascorre del tempo e conserva intatta la sua forza. Avviene perché i nostri padri costituenti, pur appartenendo a famiglie politiche e culturali profondamente diverse tra loro, diedero vita a un confronto ricco e serrato riuscendo, però, a cogliere le sensibilità comuni a tutta la Nazione. (…)

«Vorremmo che questo metodo fosse da esempio ancora oggi, oggi che il Paese è attraversato dall’incertezza e dalle tensioni sociali alle quali è difficile dare risposte capaci di soddisfare tutti. È in questi momenti che le forze politiche e i loro leader devono dimostrare di essere all’altezza del ruolo e di privilegiare l’interesse generale su quelli di parte. La Politica, finita al campagna elettorale, non è un eterno regolamento di conti tra opposte tifoserie ma è il luogo privilegiato del confronto e delle ricerca di soluzioni condivise in favore dei cittadini. La Politica non alimenta le contrapposizioni ma le smorza e le compone. (…)

«In questi settant’anni non sono mancati tensioni, confronti anche aspri tra le forze contrapposte, non è mancata la minaccia terroristica di destra e di sinistra, il riemergere delle tentazioni autoritarie, la pressione criminale delle mafie. Non sono mancati i morti, il sacrificio di servitori dello Stato, di pezzi di società civile, di giornalisti e persino di uomini di chiesa come nel caso di padre Pino Puglisi e di don Peppino Diana. Ma queste sfide sono state superate senza indietreggiare rispetto all’obbiettivo perseguito e all’interesse generale, sempre nel quadro delle istituzioni repubblicane, sempre andando a ricercare le ragioni dell’Unità e dei princìpi condivisi.

«In questa scia di servitori dello Stato che hanno scelto di stare dalla parte della democrazia c’è anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, un figlio della nostra terra segnato dalla morte per mano mafiosa del fratello Piersanti. Non è questa la sede per approfondire e commentare la fase che sta attraversando il nostro Paese, ma credo che sia sotto gli occhi di tutti che il Capo dello Stato abbia svolto e stia svolgendo appieno il suo ruolo di garante della Costituzione e di difensore delle prerogative della sua funzione contro le torsioni e le forzature tentate dalla Politica. (…)

«L’Italia, che si sta appena lasciando alle spalle la crisi scoppiata dieci anni fa, non ha bisogno di salti nel buio; le famiglie non hanno bisogno di incertezze e credo che il presidente Mattarella si sia mosso nel loro interesse e nell’interesse nazionale.

«Facciamo in modo che la celebrazione di oggi divenga un’occasione per rinsaldare il patto tra cittadini ed istituzioni, infondendo nuova linfa nella vita della nostra Repubblica. Facciamolo con lo sguardo rivolto a chi oggi si trova in difficoltà o è senza lavoro; facciamolo nell’interesse dei giovani, il cui entusiasmo e la cui voglia di fare sono carburante per una Nazione che vuole essere al passo con la modernità e con il progresso in tutti i settori, pubblici e privati. (…)

«Sul piano interno ed internazionale non mancano tensioni. Per affrontarle e superarle abbiamo bisogno di riscoprire un rinnovato senso civico che ci consenta una comunione di pensieri e di obiettivi, dobbiamo ricostruire un sentimento di amor patrio che ci faccia impegnare in uno sforzo comune per rilanciare il Paese in un quadro internazionale.

«Vogliamo guardare con speranza all’avvenire dell’Italia, protagonista di una politica di pace e di giustizia in un’Europa libera, unita, democratica, solidale, consapevole delle proprie enormi potenzialità e portatrice di valori universali».