Scempio e privatizzazione della costa

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Si liberi la Plaia anche dalle strutture balneari abusive ed insanabili!

Catania – Quante ville e villette

sulla costa demaniale (ovvero dello Stato) della città sono state considerate abusive ed insanabili e quante di queste dovevano da tempo essere demolite per sentenza andata ingiudicato?

Ma quante strutture balneari commerciali abusive e insanabili che ricoprono in lungo ed in largo da oltre mezzo secolo una vasta parte della plaia, ovvero del demanio marittimo privatizzandolo di fatto e senza che le autorità competenti abbiano mai mosso un solo dito nel rispetto delle normative vigenti e dei diritti dei cittadini a poter fruire gratuitamente della spiaggia e del mare?

Anche se- afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – Libero Mare – un dato sulle ville e villette abusive ed insanabili sulla costa sabbiosa esisterebbe già da anni ed esse sarebbero circa 1700; mentre sulle strutture degli stabilimenti balneari abusive e insanabili (in quanto su demanio marittimo e a meno di 150 metri dal mare) non ci sarebbero dati certi né alcun censimento, come se fossero invisibili; ciò forse starebbe a significare che sono state utilizzati dalle competenti autorità due pesi e due misure tra costruzioni commerciali e abitative anche se ambedue fuorilegge?

Domande che ancora una volta ci permettiamo di rivolgere direttamente e pubblicamente a tutte le autorità civili, militari e giudiziarie competenti ed in quanto garanti del rispetto della legalità nella città!

Per mezzo secolo, in barba al piano regolatore comunale del 1969 e alle leggi sull’abusivismo edilizio, il demanio marittimo e alla legge Galasso (che tra l’altro vietava e vieta tutt’ora la costruzione di qualsiasi edificio a 150 metri dalla battigia) sono state costruite non solo ville e villette abusive ma enormi strutture private commerciali, peraltro pagando pochi euro rispetto alle migliaia di metri quadrati di spiaggia occupata, il tutto sotto la luce del giorno e senza che le autorità ostacolassero seriamente lo scempio in corso sulla costa e nell’Oasi del Simeto.

Per conoscere l’entità del disastro ambientale e paesaggistico che ha ingoiato ettari di territorio di grande pregio naturalistico sepolti da infinite colate di cemento e asfalto basta collegarsi attraverso internet alla visione aerea della costa catanese che va da Agnone passando per l’Oasi del Simeto a tutta la plaia in quanto anche tanti stabilimenti di balneazione che non solo hanno di fatto privatizzato il mare per oltre mezzo secolo ma hanno costruito edifici abusivi a pochi metri dalla battigia e non solo ma alcuni di questi avrebbero anche i tetti con copertura di ondulato di amianto anche se tali coperture sarebbero da tempo vietate per i rischi che corrono coloro che in tali luoghi vivono. Costruzioni abusive e recinzione di diversa natura che avrebbero dovuto essere rimosse dopo la sottoscrizione del Patto Catania Sud ma sono rimaste lì, anche se per il risanamento della plaia il Comune ha versato una quantità di denaro pubblico.

Ci chiediamo: cosa farà il prossimo Sindaco per riportate la legalità sulla costa devastata da oltre mezzo secolo di complicità istituzionali e a tutela e valorizzazione del paesaggio costiero e per la libera fruizione della spiaggia e del mare da parte di ogni cittadino di ogni classe sociale?