Così attenderemo Papa Francesco

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Palermo – Così attenderemo Papa Francesco. «Papa Francesco verrà e già

nel cuore di tanti si inizia a respirare quell’emozione che va oltre ogni aspettativa. Verrà in una data di compleanno, quella del “Beato” don Pino Puglisi ucciso proprio quel 15 settembre di 25 anni fa, un giorno passato alla storia per un evento terribilmente assurdo ma di matrice diabolica mafiosa. Padre Pino Puglisi, sapeva che rischiava ma non si è tirato indietro. Ha mantenuto fede a una “Chiamata” fino a versare il suo sangue da quella nuca trapassata da un proiettile. Papa Francesco verrà e percorrerà quel tratto di strada bagnato dal sangue di un prete, di uno che non attirava i riflettori e le telecamere dei mass media, che non amava mettersi in prima fila nei cortei, che non stava a braccetto dei “Vip” per dimostrare che valeva “qualcosina”… No, lui stava solo dalla parte di Dio, degli ultimi, della gente della “sua Brancaccio” porzione del popolo di Dio da amare, servire, evangelizzare e custodire con paternità evangelica. Papa Francesco verrà e, forse, troverà in prima fila loro, mentre il popolo un po’ distante griderà “Francesco, Francesco”. Mi piace immaginare Papa Francesco come il poverello di Assisi S. Francesco che un giorno, salendo dalla Porziuncola alla Chiesa di Assisi piangeva, e al mendicante che gli chiedeva spiegazioni per quelle lacrime, diceva: “Piango perché l’Amore non è Amato”. Innamorati dell’Amore vero e disinteressato attenderemo Francesco, con la semplicità dei piccoli e la gioia dei bambini. Loro che sono i veri “Ambasciatori” della bellezza e dell’onestà ci insegneranno le “misure di sicurezza” da adottare per accogliere il Vicario di Cristo. Il Parlamento della Legalità Internazionale ha già inviato a Papa Francesco la lettera presentata a Piano San Gregorio dove ben 25 anni fa il predecessore San Giovanni Paolo II lanciò l’anatema contro la mafia. Lì, lo scorso sette maggio, Mons. Carmelo Ferrara – oggi Arcivescovo Emerito della Diocesi agrigentina, lo stesso che portò Giovanni Paolo II in quella terra bellissima ai piedi del Tempio della Concordia e gli fece incontrare prima della S. Messa i genitori del giudice Rosario Livatino, barbaramente ucciso dalla mafia – sul banner del Parlamento della Legalità Internazionale scrisse col pennarello azzurro: “A Voi che siete la risposta vivente al messaggio di San Giovanni Paolo II”, firmato Mons. Carmelo Ferraro, Arcivescovo. Come voce e risposta a quel grido profetico e scomodo “Lo dico ai responsabili, verrà una volta il giudizio di Dio”, datato 9 maggio del  1993 che poi portò all’uccisione del parroco di Brancaccio (15 settembre 1993), noi risposta giovane e viva accoglieremo TE, Papa Francesco, prima con la preghiera, con la gioia e poi con quella festa nel cuore che i figli sanno riservare al “papà” perché insieme possiamo scuotere questa terra dalla paura e dall’indifferenza che uccide più della mafia e insieme puntare lo sguardo verso l’alto, verso quel paradiso coabitato da tanti uomini divenuti “martiri del Vangelo” in attesa di un’alba senza tramonto. Vieni, Papa Francesco, i piccoli e la gente buona d’animo ti attende e già prega perché tutto vada come “vuole Dio”». (Nicolò Mannino, Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale)

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Giuseppe Longo