Ha giurato il nuovo governo della Repubblica

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Matteo Salvini
Luigi Di Maio

Palermo – Ha giurato finalmente il nuovo governo italiano, basato sull’intesa tra Movimento Cinque Stelle e Lega, e definito gialloverde e populista dai suoi avversari partitici. Torneremo su queste definizioni. Basato inizialmente su un contratto scritto tra le due forze, che ne avrebbe escluso una vera e propria alleanza. Ma poi ridefinito governo politico, sia pure irrobustito da sei tecnici di spessore, e con 7 non eletti. Presidente del Consiglio è Giuseppe Conte, docente universitario ordinario di diritto privato ed avvocato. Il suo curriculum sarebbe stato amplificato. La vicenda non ci appassiona, anche considerato come dell’ultimo ministro della Pubblica Istruzione non si ha certezza del titolo di studio. Era però sindacalista.

Vicepremier con delega sul Lavoro è Luigi Di Maio, capo politico del M5S. Vicepremier anche Matteo Salvini, ministro dell’Interno e segretario della Lega. Il preside universitario Giovanni Tria, legatissimo a Savona, è ministro dell’Economia. Enzo Moavero milanese, già giudice alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, diplomatico, andrà agli Affari Esteri, incarico già esercitato con Mario Monti ed Enrico Letta. L’economista Paolo Savona andrà alle Politiche comunitarie, luogo strategico per la revisione dei Trattati europei. L’avvocato siciliano Alfonso Bonafede si occupa della Piattaforma Rousseau e va alla Giustizia. Il professore di ginnastica Marco Bussetti andrà alla Pubblica Istruzione. Il direttore dell’Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta Naba di Milano, Alberto Bonisoli, va ai Beni Culturali e Turismo. Danilo Toninelli, esperto di riforme dei Cinque Stelle, va alle Infrastrutture. Sergio Costa, primo generale dei Carabinieri a divenire ministro, andrà all’Ambiente. Elisabetta Trenta, capitano della riserva selezionata dell’Esercito, va alla Difesa. Il medico legale catanese Giulia Grillo va alla Salute. L’avvocatessa Erika Stefani condurrà gli Affari Regionali e le Autonomie, ed ha già annunciato che vuole l’autonomia per Lombardia e Veneto. Gian Marco Centinaio, leghista puro, dirigerà le Politiche Agricole. Lorenzo Fontana gestirà il Ministero della Famiglia e Disabilità. Barbara Lezzi, economista del Movimento, va al Ministero per il Sud. L’avvocatessa siciliana Giulia Bongiorno si occuperà della Pubblica Amministrazione. Riccardo Fraccaro seguirà Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta. Giancarlo Giorgetti sarà Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Sono adesso nomine dei sottosegretari, migranti, imprese, pensioni e delocalizzazioni le prime frontiere.

All’opposizione in Parlamento andrà Forza Italia, cioè Silvio Berlusconi tornato candidabile, che intende riportare il partito al 20% dei voti, dopo il crollo del 14% delle ultime elezioni. Anche se l’ultimo sondaggio del Corriere della Sera lo pone al 9%. Il Centrodestra sta ovviamente saldamente unito. Con la Lega al governo, Fratelli d’Italia all’appoggio esterno e Forza Italia all’opposizione. All’opposizione anche il Partito Democratico, che così preserva, non si sa per quanto, la sua unità. Così mentre il Partito segue in piazza il segretario reggente Martina per difendere con assoluta determinazione il Presidente Mattarella dall’impeachment dei grillini, che però è stato già da essi ritirato e bocciato da Salvini, Matteo Renzi se ne va in Cina per un ciclo di conferenze. In mancanza di meglio si può sempre gridare al Fascismo. Fatte salve le credibilità personali di Pier Luigi Bersani e Pietro Grasso, Liberi e Uguali è irrilevante. Al Presidente della Repubblica Mattarella va comunque il merito di avere sbrogliato una pericolosa matassa, salvando anche la Festa del 2 giugno.

Giovanni Paterna