Base Navale di Favignana. Uilpa contro la chiusura

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Il segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria Sicilia Gioacchino Veneziano

 

Favignana (Trapani) – Il sindacato della UILPA penitenziaria da sempre contro la chiusura della Base navale di Favignana ha inviato una lettera al nuovo ministro della Giustizia. Ecco il testo integrale.

Illustrissimo Ministro Guardasigilli,

la UILPA Polizia Penitenziaria da sempre attenta alle dinamiche del servizio ed in particolare alle esigenze delle traduzioni, settore nel quale le poche risorse disponibili assicurano i servizi a prezzo di sacrifici personali non indifferenti ed in condizioni di sicurezza spesso precarie, ha avuto modo di apprendere che questa Amministrazione si è determinata ad infliggere un ulteriore ed incomprensibile vulnus all’operatività ed al prestigio del Corpo.

Nello specifico, le ricordiamo che il passato Governo con il Decreto Legislativo 19 luglio 2016 n°177 ha deciso la chiusura della Base Navale di Favignana, con una stipula, (quasi si trattasse di un contratto tra soggetti privati) di una convenzione con il Corpo della Guardia di Finanza per le traduzioni da e per l’isola.

Premesso che nulla è dato conoscere di questa convenzione, e che dunque non può esprimersi alcun parere sulla rispondenza delle previsioni con le effettive esigenze del servizio, questa Organizzazione Sindacale, che tra i suoi dirigenti annovera ancora soggetti che antepongono l’attività operativa a quella del sindacato, conosce bene le esigenze del servizio e la mole dei servizi disimpegnati dagli equipaggi della Base Navale di Favignana!

Teniamo a precisare che da più di un anno ormai gli equipaggi della Base Navale costituiscono ed assicurano la prosecuzione del servizio delle traduzioni sul mare, gestendo, in maniera assolutamente puntuale ed impeccabile, i trasferimenti da e per l’isola di Favignana. Inoltre gli stessi equipaggi, lungi dal rimanere inoperosi in porto, quando non impegnati nei prioritari compiti di traduzione, assicurano la vigilanza delle acque antistanti la Casa di Reclusione di Favignana, si pensi all’impegno profuso nelle ricerche dei tre soggetti recentemente evasi e catturati proprio con il concorso del personale degli equipaggi della Base Navale, ed inoltre concorrono fattivamente alla protezione dell’Area Marina Protetta delle isole Egadi.

Questi lusinghieri risultati, attestati da ultimo dalla concessione di più che meritate ricompense al Personale della Base, dovrebbero da soli, in una Amministrazione che avesse come proprio fine il perseguimento di obiettivi di efficienza ed efficacia, indirizzare le scelte verso il mantenimento dell’operatività della Base, non già verso la sua chiusura.

Del resto il livello di attenzione mostrato nella valutazione della vicenda dal DAP può agevolmente desumersi, ove fosse necessario rinvenire una ulteriore prova del disinteresse, dalla colpevole inerzia mostrata durante i lavori propedeutici all’adozione della legge di riordino delle Forze di Polizia e prima ancora allorché si decise la chiusura delle squadre nautiche delle altre FF.PP. a favore dell’accentramento delle competenze a favore della Guardia di Finanza.

In quella occasione, infatti, sono state colpevolmente associate basi navali sorte per esigenze diverse, che non esitiamo a definire come marchette al potente di turno, da quelle che, come nel caso in esame, svolgevano e svolgono una funzione operativa insopprimibile e necessaria al sistema.

Probabilmente chi si è seduto in quel tavolo “interministeriale” non operando sul campo non ha compreso la portata dei cambiamenti in atto, sottovalutandone le conseguenze, infatti scandalosamente si è scelto di far sedere ai tavoli di concertazione non già Ufficiali del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia, o Funzionari di Polizia Penitenziaria ben informati della vicenda, ma bensì soggetti che, alla prova dei fatti, si sono dimostrati non all’altezza, considerato le difficoltà che i colleghi della Polizia Penitenziaria con il trasporto tramite mezzi di linea (aliscafi e motonavi) hanno incontrato e incontreranno se la Base navale chiuderà, ed in infatti l’unica società che effettua le tratte risulta essere la compagnia di navigazione “privata” Liberty Lines, che a quanto dato conoscere non consente l’imbarco di personale in uniforme ed armato,

Premesso quanto precede, atteso che la Base Navale di Favignana riveste, come detto, una funzione centrale ed assolutamente insopprimibile per la continuità del servizio delle traduzioni, il cui impatto deve essere valutato anche ed in particolare con riferimento alla non trascurabile incidenza della movimentazione da e per l’isola, Voglia Lei Illustre Guardasigilli intimare alla Direzione Generale del Personale del DAP di sospendere qualsivoglia procedura propedeutica alla chiusura della Base Navale, somministrando al contrario come scritto nell’art. “21 del Contratto di Governo” di superare la legge Madia, emendando il Decreto Legislativo 19 luglio 2016 n°177, nella parte in cui è stata prevista la soppressione della Base Navale della Polizia Penitenziaria di Favignana, ripristinando la piena funzione ed operatività.

Si rimane in attesa di cortese riscontro.

Cordialità.

Ph:Il segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria Sicilia Gioacchino Veneziano