Perche’ una mastodontica fontana al Tondo Gioeni e non il rifacimento del chiosco cinese del giardino Bellini?

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Catania – Perché si è preferito costruire una mastodontica “fontana con vasche” (di cui peraltro non si capisce a quale stile architettonico

Collina nord Giardino Bellini e sito dell’ex Chiosco cinese
Collina nord Giardino Bellini vista oggi e senza il Chiosco cinese
Giardino Bellini resti Casina cinese con degrado collina nord
Palazzina cinese prima dell’incendio

contemporaneo faccia riferimento, forse stile ventennio, e quali legami culturali possa avere con la città) che sarebbe costata un milione di euro e della quale ovviamente nessuno sentiva la mancanza, e che per quanto ne sappiamo non era nel programma di questa amministrazione quando si è insediata, ed invece non si è fatto nulla per ricostruire il Chiosco cinese del Giardino Bellini (come peraltro richiesto da anni Free Green Sicilia) incendiato nel lontano 2001 quando forse questo sarebbe stato nei progetti di questa amministrazione ma di cui non si è avuta più alcuna notizia?

E’ più che ovvio che con tale ‘ fontana’ – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – , per non parlare delle piante pensili di contorno di cui si sconosce l’incerta sopravvivenza, si vuole coprire la muraglia di cemento dovuta agli sbagli avvenuti cinque anni addietro quando senza un alcun senso urbanistico e senza alcuna logica viaria (oltre al fatto che come constatato dall’Università di Catania non vi erano problemi di natura strutturale) fu abbattuto il ponte Gioeni, e fu coperto il sottopassaggio, trasformando la zona in un quotidiano caos da traffico, con il conseguente inquinamento da smog, e senza che sia sta mai trovata una soluzione alla sostituzione del ponte che collegava senza problemi il sud della città con il nord, così facendo dividendo fisicamente il sud della città con il nord trasformandola di fatto in due entità parallele.

Le condizioni di degrado architettonico e paesaggistico della collina nord del Giardino Bellini in cui vi era il Chiosco cinese sono alquanto disastrose ed il perimetro dove sorgeva trasformato in una sorta di deposito di materiali vari il tutto, visto il degrado generale, non degno di un bene storico monumentale come il Giardino Bellini, trattato ciò alla tregua di un’area qualsiasi. Da anni peraltro abbiamo chiesto inascoltati a tutte le Autorità preposte di fare luce sul grave attentato che incenerì l’antico chiosco.

Forse a Catania arrivare alla verità su fatti criminali contro i beni culturali e paesaggistici resta ancora di fatto una chimera?