Il nuovo sindaco, Francesco Italia, ha giurato nella scuola “Giovanni Verga”

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Attenzione a periferie e beni comuni, “riscopriamo il valore della fiducia”

Siracusa – Francesco Italia, eletto sindaco di Siracusa nel turno di ballottaggio di domenica scorsa, si è insediato. La cerimonia, aperta alla città, si è tenuta simbolicamente nella scuola “Giovanni Verga”, un istituto comprensivo della periferia. Sono intervenuti le autorità e i vertici istituzionali.

Dopo il giuramento, nelle mani del segretario generale del Comune, Danila Costa, prima di passare alla nomina degli assessori, Italia ha ricevuto la fascia tricolore dal sindaco uscente, Giancarlo Garozzo. Poi ha pronunciato il suo discorso di insediamento incentrato prevalentemente sulla necessità di rendere la città più inclusiva e attenta a chi vive condizioni di disagio, insistendo sul valore della fiducia «tra le persone e nelle persone». Di seguito il testo integrale del discorso.

“Grazie a tutti per essere qui, a tutte le autorità e ai rappresentanti istituzionali che ci onorano della loro presenza.

Permettetemi innanzitutto di rivolgere un saluto particolare al nostro arcivescovo, Salvatore Pappalardo, assente per una ragione davvero importante. Oggi, infatti, festeggia i suoi 50 anni di sacerdozio e, dunque, da tutta la città, sindaco in testa, giungano i migliori auguri.

Abbiamo ancora nella mente e nel cuore le parole pregne di significato rivolte dall’arcivescovo all’intera città nel giorno dei festeggiamenti della nostra Santa Patrona. Siracusa sia città di luce, di valori, di servizio, di testimonianza, di diritti, di inclusione, di pace.

Oggi non soltanto si insediano il nuovo sindaco e la nuova giunta di Siracusa, ma viene idealmente siglato un patto di fiducia tra l’amministrazione e i cittadini siracusani, basato su valori che per questa Amministrazione non sono e non saranno negoziabili.

Ho voluto, e tutta la squadra di assessori – che tra breve passerò a presentavi – è stata d’accordo, che questa cerimonia di insediamento si tenesse in una scuola di un quartiere periferico, di fronte al parco Robinson simbolo da anni di marginalità e degrado. Con questa scelta abbiamo voluto dare un valore simbolico a questo che è uno dei momenti più formali della vita istituzionale.

Siamo in una scuola perché, se vogliamo costruire il futuro di Siracusa, non possiamo che partire dai luoghi in cui i nostri figli, le future generazioni, trascorrono le ore più costruttive della loro giornata. Tocca ad altri, soprattutto allo Stato, lavorare sulla didattica e intervenire per rimuovere tutti quei fattori che ci vedono in ritardo rispetto al resto d’Europa; ma tocca a noi fare in modo che gli alunni possano studiare e imparare in scuole accoglienti e sicure, in spazi quanto più funzionali alle esigenze di un moderno insegnamento. Scuole come la “Verga” – ma ce ne sono anche altre – svolgono una funzione fondamentale a Siracusa, e lo fanno con eccellenti risultati dal punto di vista della didattica; ma la loro è anche una funzione sociale, e dunque doppiamente meritevole, perché offrono nuove opportunità di riscatto alle famiglie e ai ragazzi di zone non prive di criticità e dove si rischia di partire sempre da una posizione di svantaggio.

Una delle sfide dei prossimi anni sarà di prestare ancora più attenzione alle periferie. L’amministrazione Garozzo ha compiuto dei passi importanti in questo senso, ottenendo finanziamenti copiosi che adesso tocca a noi sapere trasformare in progetti ed opere che non siano solo di recupero urbanistico ed edilizio ma che migliorino la qualità della vita producendo benessere.

La nostra presenza qui va letta come un segnale concreto di attenzione ma anche come il racconto di un approccio. È un invito a tutti, ai noi componenti di Giunta innanzitutto, a uscire dal Palazzo, a recarsi sui luoghi in cui i problemi si presentano perché dietro ai problemi spesso si celano gravi storie di disagio.

Con questo spirito da oggi, come avevo anticipato in campagna elettorale, l’assessorato alle Politiche sociali prende il nome di assessorato alle Pari opportunità sociali. Dobbiamo lavorare affinché chi si trova più indietro e chi vive una qualche forma di privazione, di marginalità, di disabilità, nelle “periferie umane”, come le abbiamo definite nei giorni scorsi, possa essere messo nelle condizioni di recuperare almeno un po’ di strada e sentire la città come qualcosa di proprio e non di ostile.

Fiducia” è stato un termine ricorrente in queste settimane. La “Fiducia” a cui ci riferiamo è motore, fuoco e fulcro delle relazioni personali e sociali, parte integrante di un percorso comune all’interno del quale vivere appieno i principi di condivisione, aggregazione e libertà, alla ricerca del bene della comunità.

Fiducia tra le persone e fiducia nelle persone.

Nella capacità dei singoli di sentire sulla pelle la responsabilità dell’impegno verso valori condivisi nella consapevolezza di poter incidere, ciascuno per la propria parte, nella costruzione di una città e quindi di una società migliori.

Chi, come noi, ha l’ambizione di mettere a Servizio del bene comune tempo e risorse personali, non può che ancorare la propria azione quotidiana a valori non negoziabili, ad un’idea di Etica, Giustizia, Integrità, che non può essere patrimonio esclusivo di una coalizione o di una amministrazione, ma dell’essere umano nella sua espressione più compiuta.

Ecco perché invito tutti voi a consegnare il risultato della scorsa settimana, quello che ci porta qui oggi, ad un piano più alto rispetto a quello della vittoria e della sconfitta della persona o delle persone che sono state strumento di questo risultato. Perché la vera sfida inizia oggi, e non è legata ad un risultato tangibile.

La vera sfida è quella di lavorare da subito per comporre le lacerazioni, le ferite, le polemiche strumentali, le contrapposizioni fini a se stesse, le rivalità tra singoli. E’ quella di fare della nostra città, una comunità di Persone che si confrontano, si mettono in discussione, si spendono ogni giorno per restituire a Siracusa l’identità e la dignità che le appartengono.

Questa è l’unica vera vittoria per cui valga la pena impegnarsi, perché non sarà la vittoria di un sindaco o di una squadra di governo, ma di tutti i siracusani.

Per vincere questa sfida è quindi necessario il lavoro di tutti.

Delle istituzioni civili, religiose e militari, delle associazioni, dei volontari, dei partiti, dei sindacati, di tutti cittadini.

A noi il compito di essere esempio e testimonianza di questa sfida, indossando ogni giorno, con orgoglio, umiltà e rispetto, quei valori ai quali facciamo riferimento, sanciti dalla Costituzione e dall’appartenenza all’Unione Europea.

Ritroviamo insieme il senso profondo della nostra identità.

Siamo figli di una storia millenaria, padri e madri, strumenti di un presente in cui vogliamo metterci al Servizio con grande Fiducia”.