E’ o non e’… un bene culturale vincolato?

0
306

 

 

Il seicentesco in desolante abbandonato e le pertinenze ridotte a ruderi!

Trecastagni (Catania) – Free Green Sicilia denuncia ancora una volta il pietoso ed indecoroso stato di desolante abbandono e soprattutto di deprecabile non – conservazione e costante depauperamento del complesso monumentale, residenza del principe Domenico I Di Giovanni, di Trecastagni, esempio straordinario di architettura etnea seicentesca dimenticato e abbandonato a sè stesso da tempo, con il sempre più crescente rischio che si trasformarsi sempre più in un rudere irriconoscibile, così come già da tempo sono le sue pertinenze: palmento, scuderie, cantina e magazzini, facenti parte del complesso monumentale (come dimostrano inequivocabilmente le foto scattate in questi giorni).

Il Palazzo monumentale architettonicamente più maestoso e prezioso del Comune di Trecastagni acquistato dallo stesso alla fine del ‘900 (ma a quanto pare l’acquisto non comprenderebbe gli edifici di pertinenza trasformati per l’abbandono di decenni in veri e propri ruderi senza tetto e che rischiano di crollare definitivamente) è stato di fatto lasciato degradare ed in tal condizione spogliato di gran parte del decoro architettonico interno ed esterno, anche in quanto più che facilmente accessibile a causa di un inconsistente recinzione e dell’assenza di sorveglianza.

Monumento che come le estate precedenti (e vista la presenza di sterpaglie secche non rimosse) rischia ancora una volta di essere danneggiato da un ennesimo incendio di origine vandalica che già ha ucciso le palme e altre piante presenti da anni in quello che era il piccolo parco del palazzo aristocratico, oltre che avere danneggiato anche la struttura architettonica inoltrandosi fino a dentro e mura per l’assenza totale di qualsiasi infisso esterno ed interno e del portone principale scomparsi da tempo nel nulla.

La normativa vigente in materia di beni culturali e di sicurezza pubblica- afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – SOS Beni Culturali – grava sui proprietari, siano essi pubblici o privati, la ordinaria manutenzione e la conservazione a tutela del bene, così come prevede l’ex art. 328 c.p. in merito all’omissione di ogni obbligatorio intervento necessario a scongiurare gli evidenti danni e possibili ulteriori pericoli di anche attraverso l’esercizio dei poteri di ordinanza di cui all’art. 54 t.u. enti locali.

Con decreto regionale D.D.G n.3103 del 26 luglio, grazie alle nostre continue denunce, il complesso monumentale Palazzo dei Principi Di Giovanni viene dichiarato di interesse storico, artistico, architettonico considerato particolarmente importante in quanto individuato fra i beni elencati all’art. 10 comma 3 lett. a) del D. Lgs. 42 del 2004, Codice dei Beni Culturali, ed all’art. 2 della L. R. n. 80/77 e resta, pertanto, sottoposta a tutte le prescrizioni contenute nelle predette leggi.

Dunque i proprietari del bene in questione, che sarebbero il Comune di Trecastagni per il Palazzo principale e privati per le pertinenze, dovrebbe rispondere delle violazioni di detti vincoli, sia di quelle cagionate direttamente attraverso l’omissioni della cura manutentiva del bene, che di quelle riconducibili alle condotte arbitrarie di terzi, ma favorite significativamente dal mancato esercizio della doverosa vigilanza.

Free Green Sicilia – SOS Beni Culturali negli anni ha più volte presentato e reiterato segnalazioni ed esposti a tutte le Autorità competenti pro-tempore (Sindaco di Trecastagni, Ministro per i Beni Culturali, Prefetto di Catania, Presidente della Regione Sicilia, Assessore regionale ai Beni Culturali, Sovrintendente ai BB. CC. e AA. di Catania) nulla è cambiato in quanto le condizioni architettoniche e paesaggistiche del complesso monumentale sono solo andate a peggiorare.

Per tali aspetti chiediamo ancora una volta pubblicamente alla Sovrintendenza di Catania, dopo aver reiterato un ulteriore esposto alle Autorità competenti, cosa abbia fatto in questi anni per imporre al Comune, proprietario da decenni del bene, la salvaguardia e la conservazione di tale monumento visto e considerato quanto esposto sopra.

Evitiamo per pudore dilungarci sulla poco evidente ‘sensibilità’ istituzionale dimostrata per il bene culturale in questione, da parte dei Sindaci e dei Sovrintendenti che si sono susseguiti non solo dall’acquisto del bene culturale ma anche prima dell’acquisto stesso in quanto anch’essi per la normativa pro-tempore, leggi di tutela nn.1089 e 1497 del 1939, erano già responsabili della sua conservazione, e dunque del suo degrado.