…diteci come volete liberarci dalla corruzione, dalla mala politica e dalla mafia…

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Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro

 

Lo Monaco: Di Maio dimentica lotta a boss e corruzione

Palermo – ”La lotta alla mafia  e alla corruzione non è tra le priorità del Movimento 5 Stelle?”. Lo ha chiesto il presidente del Centro Pio La Torre al vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, dopo aver letto un lungo editoriale con gli impegni per la  Sicilia in cui non viene citata mai la mafia. In una lettera aperta, Lo Monaco ricorda a Di Maio di aver elencato “con certosina precisione le cose decise dal Governo per la nostra isola e quelle che si promette di fare nel corso della legislatura” e di aver “ben concluso il suo articolo sostenendo di aver messo al centro della politica i cittadini e i loro diritti, il bene della collettività”. “Con stupore  – scrive Lo Monaco a Di Maio – ho notato che si è dimenticato (almeno spero) di prendere in considerazione il peso e il condizionamento della mafia nell’economia e nella vita democratica della Sicilia e del Paese. Mi auguro che sia solo un difetto di comunicazione che però abbiamo rilevato anche nelle recenti campagna elettorali, inclusa quella regionale”.

All’indomani di due importanti sentenze giudiziarie,  ancorché non definitive, relative al Borsellino quater e alla “Trattativa”, con le quali si certifica giudiziariamente la collusione e il rapporto organico tra politica, mafia, affari e corruzione, deve convenire che appare strano che la questione non sia considerata prioritaria – continua il presidente del Centro Pio La Torre – . D’altra parte al Governo, le sentenze, l’opinione pubblica, il movimento dell’antimafia sociale, chiedono  atti concreti.  Primo,  ricostituire in tempi brevi la Commissione Antimafia con deputati e senatori competenti e al di sopra di ogni sospetto anche col compito specifico di fare piena luce sulle responsabilità politiche e istituzionali della trattativa e delle stragi di mafia degli anni 80 e 90; secondo, aprire gli archivi per rintracciare i mandanti politici e istituzionali; terzo, potenziare le misure di prevenzione politica, sociale,educativa, economica per sconfiggere la mafia e la sua capacità di adattamento a livello globale”.  

Di fronte alla rilevanza di tali questioni ci è sembrato un errore (spero solo di comunicazione e non di scelta politica) ignorarle – conclude – . Un suo collega di governo recentemente ha usato uno slogan “la mafia fa schifo” che fu pronunciato per prima da un ex presidente della Regione Sicilia successivamente condannato a 8 anni di galera per favoreggiamento della mafia. Per favore diteci come volete liberarci dalla corruzione, dalla mala politica e dalla mafia, allontanandone la presenza anche da tutte le manifestazioni elettorali e politiche”.