Le fondazioni ACRI investono nel Burkina Faso

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Palermo – Il Burkina Faso è un paese di 280 mila chilometri quadrati dell’Africa Occidentale, senza sbocco al mare e con 20 milioni di abitanti con età media di 17 anni e aspettativa di vita al di sotto dei 50 anni. Ma è anche la sede di una iniziativa dell’ACRI, l’associazione delle fondazioni che hanno preso origine dal settore della Cassa di Risparmio (al cui vertice erano una volta la Cariplo di Milano e la Cassa Centrale di Risparmio Vittorio Emanuele II per le Province Siciliane di Palermo).

Il programma è iniziato nel 2014 con la denominazione “Fondazioni per Africa Burkina Faso” e intende contribuire a migliorare la qualità della vita degli abitanti, a partire dal fondamentale diritto al cibo. Così sintetizza il presidente ACRI Giuseppe Guzzeti. Il Piano, appoggiato da 28 enti, prevede lo stazionamento di 6,3 milioni, che danno lavoro a circa 17.500 persone in 80 villaggi. Il report finale del piano è stato affidato alla società “punto sud”, e da esso risulta come l’iniziativa abbia comportato benefici in sette aree rurali del Paese. Soprattutto per gli oltre 1300 apicoltori di Diapaga, che si sono dotati di una piattaforma web per la commercializzazione della loro produzione. Altri benefici sono derivati ai circa 400 coltivatori di soia della aree del Plateau Central e del Centro Ovest. Inoltre, circa 1500 piccoli produttori hanno potuto avere accesso al “warrantage”, sistema di microfinanza che consente lo stoccaggio del prodotto con il contemporaneo accesso al credito. Alla originale e positiva iniziativa hanno contribuito anche le Regioni Veneto, Piemonte e la Provincia Autonoma di Bolzano. Un esempio di aiuto in loco da seguire.

Paolo Massimiliano Paterna