Figuccia:”ho scritto lettera di ferragosto a Papa Francesco per chiedergli di fare visita ad un nostro carcere”

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Palermo – “Nel giorno di ferragosto il mio pensiero va a chi soffre, a
chi vive una situazione di disagio profondo legato all’espiazione
della pena. A tutti quegli uomini e quelle donne che hanno sbagliato
nella loro vita e che stanno pagando attraverso l’istituto della
detenzione. Alle migliaia di detenuti delle carceri e delle case
circondariali siciliane”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato
regionale dell’Udc. “Qualche tempo fa – prosegue – incontrai i loro
sguardi e i loro volti volendo verificare con diverse visite ispettive
nell’Isola lo stato delle strutture e della loro detenzione.
Sovraffollamento, condizioni igienico sanitarie precarie, celle
microscopiche, carenze di personale sanitario che in queste calde
giornate di agosto costringono queste persone a vivere in ambienti
afosi, ricettacolo di patologie e malesseri di ogni tipo. Basti
pensare che da gennaio 2018 ad oggi sono 479 gli atti di
autolesionismo mentre i tentativi di suicidio accertati sono
addirittura 54. Tassi elevatissimi. Il mio pensiero – continua
Figuccia – non può che andare anche al personale della penitenziaria
che con grande diligenza svolge il proprio operato, subendo
passivamente la piaga del sovraffollamento. La disumanità non guarda
in faccia ai ruoli ma colpisce indiscriminatamente detenuti e agenti e
polizia, costretti a convivere in un contesto assai difficile. Per
questo, per i prossimi mesi, sto pianificando ulteriori visite agli
istituti penitenziari. Approfitto per fare un appello a sua Santità
Papa Francesco perché in occasione della sua visita nella nostra
città, possa fare tappa presso una di queste realtà carcerarie che si
ergono imponenti e al tempo stesso fatiscenti, come città nella nostra
città. Ripensare il sistema della pena nel nostro Paese, attraverso
sistemi dinamici e forme alternative alla detenzione per i reati
minori, è la vera sfida per scongiurare il sovraffollamento. Auspico –
conclude – che il governo nazionale e per esso, il ministro di Grazia
e Giustizia Alfonso Bonafede, prenda una posizione più chiara in tal
senso”.