Il conformismo dell’anticonformismo, ovvero:”Chi difende i difensori?”

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Palermo – Un atteggiamento che fa “massa” è il conformismo dell’anticonformismo, atteggiamenti seguiti, anche se sbagliati, solo per stare nel gruppo che al momento ha la voce più grossa. Come essere coerenti senza per questo rischiare di perdere la propria identità?

Non abbiamo la risposta ma, potrete cercarla all’interno della coscienza che dà il ritmo alle azioni. Il consiglio vale per coloro che la possiedono.

Il Siulp sindacato di Polizia di Stato si pone la domanda, per nulla scontata:“Chi difende i difensori?”

Per cercare di capire o meglio comprendere come“L’Italia è uno strano e meraviglioso Paese. Nei momenti bui, quando accadono eventi catastrofici o si verificano fatti di cronaca, di politica ecc.. ecc.. che toccano personalmente la coscienza sociale, i relativi sondaggi mediatici che solitamente accompagnano tali contesti, indicano sempre al primo posto quale gradimento di fiducia per i cittadini le Forze dell’Ordine, tra cui ovviamente trovano meritato spazio gli uomini e le donne della Polizia di Stato. Poi, però, ciclicamente, quasi come un preciso disegno strategico, si assiste ad un susseguirsi di episodi con ampio risalto mediatico che si focalizzano (magari sfruttando l’argomento del momento), sul presunto cattivo operato delle stesse Forze dell’Ordine elogiate in precedenza. Chiariamo subito, chi sbaglia o agisce al di fuori della legge va punito, senza se e senza ma e gli operatori della sicurezza devono dare come sempre l’esempio. Ma vedere, come ultimo recentissimo fatto accaduto, il trattamento riservato ad alcuni operatori delle Volanti di Palermo, messi alla “berlina” del web e dei giornali solo per aver cercato di ricondurre alla ragione e identificare un individuo extracomunitario palesemente fuori di sé (poi oggetto di denuncia per vari reati), con i mezzi appositamente autorizzati per la sua incolumità (spray urticante), degli operatori e di chi gli stava intorno, ci amareggia molto e non può trovarci silenti. Tante volte a livello istituzionale si è ripetuto che le Forze dell’Ordine e in prima linea la Polizia di Stato non possono essere tirate per la “giacca” per tematiche che sono di squisita natura politica … e questo ultimo episodio narrato, ci sembra l’emblema dello “spaccato” attuale nel nostro territorio. In ultimo ma non meno importante, pochi giorni addietro, durante un incontro tra le Organizzazioni Sindacali e la Questura è stato spontaneamente dibattuto, quale tema non previsto, un evidente “scollamento motivazionale” di tanti operatori del settore e sulle soluzioni da adottare per eliminarlo o lenirlo. Ebbene, il Siulp è pronto ad ogni sforzo e collaborazione come sempre insegna la sua storia e le sue tradizioni, ma esige che dalla stessa Amministrazione vi siano direttive chiare ed insindacabili regole d’ingaggio che pongano nella giusta e doverosa serenità lavorativa ogni singolo poliziotto e per ogni tipo di incarico o mansione da esso svolto. Senza che tali encomiabili propositi svaniscano come neve al sole al primo appunto giornalistico o alla prima voce di dissenso da qualsiasi parte o fazione provenga o che la fobia preventiva e l’ansia da prestazione per comunicare la primogenitura dell’evento, stressi il personale e finisca per corrodere l’esigua pazienza di chi già nutre scarse illusioni che tale problema possa risolversi nell’immediato futuro. Altrimenti, e spiace persino scriverlo, sebbene il Siulp non si rassegnerà mai né chinerà mai la testa, tutti questi propositi annunciati e dibattuti dall’Amministrazione, saranno buoni per altri incontri…altri tavoli…all’infinito. Che tristezza!”

Ida Cangemi