Un abuso l’apertura anticipata e la proroga della caccia in Sicilia

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Appello al presidente Musumeci: ancora nessuna reazione in Sicilia cambiano i governi ma il disprezzo verso la fauna selvatica e la natura resta inalterato e sempre per una manciata di consensi elettorali!

Catania – Da decenni in Sicilia mutano i Governi ma il disprezzo interessato verso la fauna selvatica e il suo habitat resta immutato: ovviamente per una manciata di voti, così facendo la Sicilia resterà distante anni luce dalle altre nazioni europee in quanto libere da scambi di promesse elettoralistici.

Governi regionali che hanno sempre dimenticato il principio fondamentale delle legge nazionale sulla caccia, la 157/1992, ovvero l’articolo 1 che così recita “ La fauna selvatica costituisce patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale” ovvero dei suoi cittadini e non delle lobby dei cacciatori, degli armieri e dei politici regionali che li sostengono!

L’attuale Assessore regionale all’agricoltura, Edgardo Bandiera,- afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – ha emanato l’ennesimo Calendario Venatorio a misura di cacciatori, anticipando l’apertura della caccia all’1 settembre e posticipandola al 10 febbraio, e non della sensibilità della stragrande maggioranza dei cittadini siciliani da sempre contro la caccia ma per la vita degli animali selvatici, peraltro rimasti miracolosamente in vita dalle fucilate degli anni scorsi e decimati dagli incendi di quest’estate (che peraltro hanno anche incenerito il loro habitat naturale Sicilia, grazie alla solita inerzia e all’incompetenza del Governo regionale). Sicura,mente per i Governi regionali e per certi politici la sopravvivenza della fauna selvatica vale molto meno dei potenziali voti di cacciatori che per mero passatempo si divertono, ancora nel terzo millennio, a sparare ad animali indifesi ed ancora accuditi dai loro genitori che hanno la sola colpa di vivere liberamente la loro naturale esistenza e soprattutto di non votare.

Free Green Sicilia nei giorni scorsi ha lanciato un accorato appello al Presidente della Regione Musumeci affinchè, anche perché ha detto pubblicamente di essere un animalista adesso ha ancora la possibilità di dimostrarlo, espresso a favore della fauna selvatica, fermasse l’inizio della caccia e rivedesse il calendario venatorio 2018/2019 nel rispetto della normativa vigente e delle direttive europee e scientifiche. In particolare come ad esempio la soppressione dell’anticipo e della proroga della caccia, il non utilizzo del furetto, il dimezzamento dei giorni di caccia, il divieto per i cacciatori provenienti da altre regioni, l’eliminazione di tutte quelle specie inserite tra le cacciabili che considerate in declino rischiano di estinguersi come: la Pavoncella, il Tordo Sassello, la Beccaccia, l’Allodola, la Canapiglia, il Codone, il Mestolone, il Moriglione, la Moretta, la Starna, la Quaglia, il Beccaccino e così via, per non parlare del controllo dell’attività venatoria quasi del tutto assente per il numero esiguo di guardie forestali. Ma purtroppo per la fauna selvatica e per i siciliani sensibili alle problematiche della natura non si è avuta alcuna reazione dall’animalista Musumeci.

A ciò si aggiunge che dall’1 settembre fino al 10 febbraio 2019 un esercito di 30 mila cacciatori siciliani a cui vanno aggiunti quelli provenienti da altre regioni faranno giornalmente strage di animali selvatici in quanto , così come prevede il calendario venatorio, potranno sparare e ad uccidere ben 15 animali selvatici ogni giorno di caccia, ovvero si potranno uccidere circa 600 mila animali ogni giorno, questo significa che circa 100 milioni di animali selvatici rischiano di essere sterminati nell’arco di oltre 5 mesi di fucilate e se ciò si trasforma in realtà, così come vuole il Governo regionale, questo potrebbe significare la scomparsa della fauna selvatica dalla faccia della Sicilia.