Come demonizzare il diritto alla autocertificazione

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Catania – Infuria la battaglia su autocertificazione si o no relativamente alle vaccinazioni dei bambini da ammettere negli asili e nelle scuole ed invero non aiutano le contraddittorie prese di posizione governative in materia, prese a colpi di emendamenti sostitutivi gli uni degli altri. Nel contempo i presidi sono compatti nel pretendere la dimostrazione,da parte dei genitori,della documentazione Asl che dimostri il compiuto adempimento…

Questa volta mi astengo da considerazioni sulla validità della polivaccinazione dei pargoli e sulla unicità italiana di un obbligo così stringente e vassatorio..desidero solo porre alla attenzione di chi legge la seguente considerazione: 

sanno tutti quei sapientoni talebani,in prima linea nell’attaccare quanti ricorrano alla autocertificazione (ovviamente non dichiarando il falso,che è reato), che in Italia si introdusse (1968 e 1997) questa innovazione proprio per evitare al cittadino di dover fare lunghe file per ottenere documentazione “già in possesso della pubblica amministrazione”? Si presuppone che la tanto sbandierata,progressista “civiltà” dei contrari (presidi in testa)  si renda conto che,una volta fatti vaccinare “obbligatoriamente” i bambini,deve essere la Asp od Asl competetente ad informare e notificare l’adempimento alla scuola..senza caricare i genitori di questa ulteriore incombenza,spesso pure difficile da realizzare. Almeno questo,lor signori,non credono sia un “atto dovuto” ai cittadini “sudditi” ?

N.b. non si eccepisca che la autocertificazione in materia sanitaria non è prevista,perché non si autocertifica che il minore abbia o meno una malattia ma solo di averlo sottoposto ad un obbligo di legge,senza alcuna possibilità di opposizione.

Vincenzo Mannello