Free Green:”Plauso ai Carabineri per avere individuato e sequestrato due cavalli in una stalla clandestina insalubre”

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Appello al sindaco: nessun cavallo maltrattato deve essere ridato in affidamento ai suoi carnefici ne’ tanto meno ad un allevamento in quanto rischierebbe di essere macellato!

Catania – Ancora una stalla non autorizzata dai Servizi veterinari dell’ASP, ed insalubre in quanto in cattive condizioni ambientali, con due cavalli detenuti illegittimamente, non registrati all’anagrafe equina, sarebbe stata scoperta e sequestrata, così come i cavalli presenti, dal comando dei Carabinieri di Catania, a cui va il nostro ennesimo plauso, nel quartiere Antico Corso, in pieno centro storico.

Si tratterebbe di una stalla alle spalle del liceo Spedalieri ovvero a pochi passi dall’Ospedale S. Bambino e del Bastione degli infetti, in cui sono stati trovati dai Carabinieri una puledrina di circa 10 mesi ed una cavalla adulta, che sarebbe la madre, che ovviamente non avevano modo di correre liberamente in un prato adeguato, in condizioni secondo l’Arma “non idonee all’accoglienza e al mantenimento degli animali” dunque in uno stato di maltrattamento punito dal Codice Penale, oltre al fatto che le stalle, così come i circhi con animali, sono considerate alla stregua di “industria insalubre di prima classe” e dunque non possono esistere all’interno di centri urbani.

Free Green Sicilia- afferma Alfio Lisi portavoce dell’associazione – da anni denuncia lo sfruttamento ed il maltrattamento di cavalli in città, tra detenzione non autorizzate di cavalli, stalle abusive ed in pessime condizioni, corse clandestine, macellazione e somministrazione di carne equina illegale. Aspetti così estesi in città che l’hanno di fatto trasformata da decenni nella capitale nazionale dei cavalli sfruttati e maltrattati, da singoli individui ed organizzazioni a delinquere!

Ma anche le Istituzioni pubbliche rischiano di essere complici di chi maltratta e sfrutta gli equini a causa della poca attenzione verso tali estese forme di illegalità. Come nel lasciare in affidamento giudiziario spesso nelle mani di chi maltratta i cavalli gli stessi animali con il rischio che questi poi scompaiano nel nulla o meglio rischino di andare a finire nei mattatoi clandestini anche se non macellabili in quanto animali non di allevamento ma considerati di affezione come cani e gatti.

Dunque i cavalli sequestrati, non debbono essere affidati ai loro carnefici, ma , così come diciamo da tempo, all’Istituto di incremento ippico regionale che, avendo da decenni esaurito le finalità istituzionali per cui era stato realizzato, dovrebbe essere convertito, come chiediamo inascoltati dalla Regione, in un ente di pubblica utilità ovvero in un pensionato- rifugio ad iniziare dai cavalli presenti nell’Istituto, quelli che periodicamente vengono dismessi per anzianità o perché non più idonei dalle istituzioni (Polizia – Carabinieri-Esercito- Forestale e così via) e necessariamente per tutti quei cavalli sequestrati per maltrattamento o detenzione illecita e a rischio macellazione clandestina, e non, per poi finire nelle macellerie equine compiacenti e negli ‘arrusti e mangia”, mettendo a rischio peraltro la salute di consumatori sprovveduti.

Dunque per i due cavalli sequestrati dai Carabinieri chiediamo al Sindaco di provvedere con urgenza alla loro idonea sistemazione in un luogo sicuro e a misura di cavalli, e non lasciati in mano agli stessi detentori o trasferiti in un allevamento dove rischierebbero di essere macellati, così anche nel rispetto della circolare del 21 dicembre del 2007 del Ministero della Salute e della normativa sul maltrattamento..