“6 latrine romane di 2000 anni visitabili al teatro romano”

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Teatro romano
Lo sfregio di Piazza Duomo

 

Catania – “Oggi è possibile visitare al Teatro Romano di Catania una serie di sei famose ‘latrine romane pubbliche’, forse risalenti ad oltre 2000 anni addietro, uniche in esposizione in un teatro classico antico in Italia”.

Potrebbe essere questo lo slogan pubblicitario per attirare più visitatori da ogni parte d’Italia e del mondo. Sarebbe bello se tutto ciò fosse vero ma ovviamente non si tratta di ‘latrine romane pubbliche’ di 2000 anni di cui i romani, molto attenti all’igiene personale, andavano giustamente fieri! Si tratta invece di sei latrine/wc rimovibili dei giorni nostri esposti perennemente ed in modo indecoroso e deturpante tra il teatro romano e l’Odeon e ben visibili a chiunque visiti i due siti archeologici ma anche da chi si trova a passare da via teatro Greco.

Wc utilizzati durante gli spettacoli che si sono tenuti all’interno del Teatro romano ma da tempo rimasti esposti (quando la normativa vigente in materia di teatri classici prevede sì l’utilizzo di strutture rimovibili, come i wc, ma solo esclusivamente durante un evento teatrale o musicale per poi essere immediatamente rimossi e l’ultimo spettacolo estivo si è svolto l’1 settembre) trasformandosi loro malgrado in esposizione, confondendosi con le strutture archeologiche quando invece i servizi normali per i visitatori esistono e non sono visibili dall’esterno.

Abbiamo nei giorni scorsi segnalato anche pubblicamente la deturpante presenza di enormi impinati pubblicitari che coprono in modo deplorevole e mortificante palazzi di grande pregio architettonico, essendo tra i palazzi più rappresentativi dello stile tardo-barocco (ci riferiamo a palazzo Pardo che si affaccia su piazza Duomo, e, ai quattro canti su via Etnea, palazzo Paternò Castello di Sangiuliano e palazzo S. Demetrio: in quest’ultimo da giorni lo striscione pubblicitario è stato rimosso speriamo in modo definitivo). Si tratta di uno stile architettonico settecentesco per cui Catania, come le altre sette città della Val di Noto (Caltagirone, Militello in Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli) ha avuto il riconoscimento quale Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO e dunque dovrebbe essere gestita e trattata con i guanti. Ma tali mezzi pubblicitari restano lì esposti cambiando anche prodotto pubblicitario e senza che alcuna autorità sia intervenuta a difesa del decoro del centro storico e nel rispetto del Codice dei Beni Culturali che all’Articolo 49 “Manifesti e cartelli pubblicitari” al comma 1 così recita “È vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelati come beni culturali. II collocamento o l’affissione possono essere autorizzati dal soprintendente qualora non danneggino l’aspetto e il decoro”. Articolo che va a pennello anche per i wc in questione!

Free Green Sicilia si chiede: ma forse chi dovrebbe delle competenti e responsabili Istituzioni non ha ancora percepito il significato di tale ambìto riconoscimento con il non lontano rischio che venga ritirato anche in quanto ancora non è stato realizzato, come imposto, il programma di gestione dei siti UNESCO?