Raccolta differenziata all’anno zero

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Free green sicilia:”basta emergenze e vaghe promesse vogliamo fatti concreti e tangibili sulla raccolta differenziata e la verita’ sui rifiuti inquinanti!

Catania – Il Sindaco promette, peraltro con tanto di enfasi, che la raccolta differenziata arriverà al 30% senza dire come e in quanto tempo (ne’ prevedeva il 35% entro il 31 maggio scorso, per essere poi prorogata al 31 luglio, la prima ordinanza di diffida del Presidente della Regione oltre al commissariamento di Sindaci inadempienti e fermi all’anno zero, Catania e Palermo in primis, se non fosse intervenuto su ricorso il TAR di Palermo che ha sospeso tale aspetto e dunque annullando di fatto tutta l’ordinanza sempre a danno dei cittadini e della normativa vigente ) quando a Catania è ancora ferma da anni al 7% , ultima in Sicilia, e dunque proporzionalmente l’indifferenziata e’ oltre il 90% del totale dei rifiuti che vanno conferiti in discariche , con la diretta conseguenza della tassa sui rifiuti tra le più care d’Italia.

Free Green Sicilia però si chiede pubblicamente – dichiara Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia- visto che il Sindaco non lo ha chiarito durante la conferenza stampa del 13 scorso,    come si riuscirà ad arrivare al 30% di differenziata quando le zone della città dove esiste il ‘porta porta’ , l’unico metodo di differenziare i rifiuti che funziona se applicato in modo scientifico e razionale e con il coinvolgimento dei cittadini, non superano il 5% dell’intera città e quando non sarebbe previsto un allargamento di quartieri da coinvolgere nella raccolta differenziata con tale metodo?

Anche se spada di Damocle del Presidente della Regione, in qualità di Commissario dell’Emergenza rifiuti, nei confronti dei Comuni inadempienti ed incapaci si e’ spuntata, come era prevedibile ( ricordiamo che già per legge dal 2016 la differenzia raccolta dovrebbe essere al 65% del totale dei rifiuti) da anni i siciliani attendono un nuovo piano regionale dei rifiuti eco-sostenibile che tarda ad arrivare e che ha permesso alla stessa Regione, in barba alla legge e alla salute dei cittadini, la deroga in perenne emergenza alle discariche sature ed inquinanti site in Sicilia come quella di Motta S. Anastasia che avvelenerebbe i residente dei paesi limitrofi e dove vanno a finire anche i rifiuti indifferenziati di Catania.

Per tali deprecabili aspetti ci chiediamo, e chiediamo alle Autorità competenti, se tali rifiuti indifferenziati (che come dicevamo sono il 93% del totale sottraendovi il 7% di differenziato) ) prima di andare in discarica vengono trattati, per separare il secco dall’umido, in strutture autorizzate e sorvegliate dai servizi eco-sanitari pubblici dell’ARPA, utile per abbassare l’”indice respirometrico”, ovvero la quantità di ossigeno che non deve superare il limite di mille milligrammi altrimenti c’è il rischio che il rifiuto non trattato rilasci in discarica percolato e biogas avvelenando acqua e aria per le prossime generazioni.