Massoneria:la caccia al “diverso” è sempre attuale!

0
444

Stefano Bisi:”una legge contro i massoni deputati viola numerosi principi sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana

Palermo – La legge in discussione all’Ars che, se approvata, impone ai deputati iscritti a Logge massoniche di dichiararlo è incostituzionale perchè viola proprio quegli stessi principi che la nostra Costituzione, invece, tutela. La proposta di legge, primo firmatario Claudio Fava, rientra tra quelle persecuzioni di caccia alle streghe che da secoli hanno interessato il “diverso” e quindi colpevole di sanzione.

Abbiamo chiesto in proposito un commento a Stefano Bisi, Gran Maestro del GOI (Grande Oriente d’Italia) la più grande Obbedienza massonica esistente in Italia.

“La legge regionale in discussione all’Assemblea Regionale Siciliana e che prevede l’obbligo per i deputati di dichiarare la propria appartenenza a logge massoniche è aberrante e viola numerosi principi sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana. Si tratta di una norma che crea un grave vulnus alla libertà di ogni singolo individuo di aderire ad un’associazione sia essa filosofica, religiosa, spirituale, o di altra natura e che lo costringe in modo discriminatorio e antigiuridico ad esibire un’appartenenza che al contrario rientra nella sfera di riservatezza di ogni persona. La trasparenza tanto adombrata e sbandierata non c’entra nulla, la legge dell’Ars è preconfezionata esclusivamente per ghettizzare la Massoneria e contiene in se visioni  Massofobiche che non dovrebbero avere ragioni di esistere. Questo irragionevole e discriminatorio provvedimento appare come la pervicace volontà di voler, a tutti i costi, mettere un antidemocratico marchio identificativo a chi ha liberamente scelto di essere massone. Non si spiega diversamente il fatto
che questo disegno di legge è esclusivamente indirizzato a chi fa parte di logge massoniche, mentre sono escluse tutte le altre forme associative legali e legittime quanto la Massoneria del Grande Oriente d’Italia . Volendo essere più realisti del re nel caso della Sicilia si vuole andare oltre ogni limite, colpendo al cuore e in modo spudorato quella che è una scuola iniziatica e una palestra di vita di solide tradizioni morali.

Paradossalmente la legge regionale della Toscana del 1982 che imponeva agli amministratori regionali di dichiarare l’appartenenza a tutte le associazioni, pur non essendo un modello di tutela della privacy, era ed è giuridicamente meno ossessiva di quella in discussione all’Assemblea Siciliana.
Il Grande Oriente d’Italia, quindi, ancora una volta dichiara l’illegittimità, l’inconcepibilità e la perversità del disegno di legge in oggetto e invita tutti i deputati a tenere conto di quanto il fine della legge sia palesemente discriminatorio e vessatorio per chi   fa della Democrazia e del rispetto delle regole un modello di riferimento nella più ampia trasparenza.”

Stefano Bisi

La caccia al “diverso” è sempre attuale!

Palermo – L’argomento lo abbiamo voluto trattare perchè lede la libertà di ogni individuo che per legge è libero di scegliere cosa fare, cosa credere, cosa pensare e quale idea professare;l’importante, che queste azioni non violino alcuna legge dello Stato. Da secoli il “diverso” diventa il capro espiatorio di ogni cosa, pensiamo alle persecuzioni più eclatanti:la caccia alle streghe, agli eretici, agli scienziati che avevano idee diverse dalla Chiesa, agli ebrei, agli zingari, agli omosessuali, ed oggi agli immigrati.

I precedenti

Giordano Bruno, frate scienziato e filosofo che aveva addirittura anticipato i tempi sostenendo persino l’esistenza di altri mondi e di altri esseri. Al povero frate gli chiesero di abiurare e di salvarsi la vita ma Giordano Bruno credeva nella libertà di pensiero e così queste affermazioni gli costarono la vita:fu bruciato vivo a Campo de’ Fiori a Roma come eretico. Io, che tra i tanti difetti sono anche un indomabile idealista e per giunta della peggiore specie quella di stampo romantico, appena appresa la notizia della legge antimassoni non ho esitato a prendere carta e calamaio per scrivere in difesa della libertà di pensiero. Quella stessa libertà di pensiero che ha riguardato l’indipendenza politica di questo giornale che ha scelto di non avere padrini a cui portare il caffè la mattina in attesa di ricevere le istruzioni della giornata. Queste scelte, che i lettori non conoscono, indeboliscono economicamente un giornale che viene privato di molte opportunità di crescita che invece altri possiedono. Le nostre sono scelte eretiche.

Il motto di Giordano Bruno da sempre fa da sottotitolo al Giornale del Mediterraneo, che recita:”Io dirò la verità” – tratto da uno dei sette Costituti del filosfo Giordano Bruno, bruciato vivo a Campo de’ Fiori a Roma.

Contemporaneo di Giordano Bruno un altro scienziato a noi noto Galileo Galilei che fu anch’egli accusato di eresia per le idee professate (anch’esse fondate su basi scientifiche) ma Galilei, a differenza di Bruno abiurò e potè vivere tranquillamente il resto dei suoi anni.

Anche questa è una scelta.

Oggi, per nostra fortuna, il Tribunale dell’Inquisizione non esiste e non brucia i cosidetti “diversi” però, esiste lo stesso un Tribunale inquisitorio. Ne fanno parte tutti coloro che a vario titolo ritengono di essere nel giusto accusando qualcun altro che non la pensa come loro. Io, da idealista incallito e da eterno perdente perchè non amo salire né sul carro dei vincitori né sostenere idee che ritengo sbagliate e lesive della libertà di pensiero non seguo il detto “perchè così fan tutti ed io mi adeguo per non essere escluso”.

Per questo motivo propongo ai lettori del Giornale del Mediterraneo di esprimere il proprio parere su questa idea della legge e su quello che non ritenete giusto perchè lede ogni libertà al modo di essere. Pubblicheremo il vostro commento o con il vostro nome o con uno pseudonimo che vorrete scegliere. Dovete scrivere alla mail del giornale perchè non disponiamo di filtri adeguati per pubblicare i commenti dei lettori. I vostri dati, come la mail ecc, non verranno pubblicati, pubblicheremo solo quello che ci direte di pubblicare. Inviate a:stampa@gdmed.it

Prima di lasciarvi, vorrei sottoporvi questo quesito, tenendo in considerazione che oggi non si rischia né il fuoco né il patibolo. La domanda è:”noi, oggi, per difendere una nostra idea, ci comportemmo come Galileo Galilei o come Giordano Bruno”?

Ph copertina:Stefano Bisi, al cx, durante la presentazione del suo libro “Massofobia”

Tonino Pitarresi