Docenti di religione cattolica in prima fila tra cultura della vita e testimonianza di fede

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Da sx:Zito e Mannino

 

Palermo – Docenti di religione cattolica in prima fila tra cultura della vita e testimonianza di fede. «Una giornata di studio, una convocazione curata nei minimi dettagli, un confronto interessante dove ogni docente in possesso di un significativo titolo accademico di matrice “pontificia” ha dato il massimo di sé per poter offrire al mondo scuola tutte quella professionalità, competenza e preparazione indicando agli studenti di ogni ordine e grado e di diverse religioni traiettorie educative e di formazione che fanno capo ai veri valori della vita alla luce del Kerigma Pasquale che diventa cultura dell’uomo in difesa dei sani principi del vivere “insieme” come espressione massima della “bellezza del Creatore”. E così centinaia e centinaia di docenti di religione cattolica, dell’Arcidiocesi di Palermo, si sono dati appuntamento presso la sala conferenze dell’Hotel San Paolo Palace di Palermo per riflettere sul tema “L’Identità dell’IRC tra cultura, educazione e istruzione nella scuola contemporanea”.  A guidare la convention il neo direttore dell’Ufficio degli Insegnanti di Religione Cattolica dell’Arcidiocesi palermitana don Antonio Zito, sacerdote e già docente di religione cattolica che ben conosce le tematiche, le problematiche giovanili, le tecniche educativo/culturali e le strategie di dialogo per dar voce ai vari silenzi e sogni che lo studente nutre fra i banchi di scuola. “Dobbiamo affascinare – ha detto don Zito – con la nostra testimonianza di fede lasciando intravedere il bello che si cela fra le righe della cultura contemporanea proiettata verso Colui che è Somma bellezza e sa dare risposte concrete e certe ai bisogni dei nostri alunni e alunne”. Per don Antonio Zito non vi sono dubbi: “Essere uomini e donne del Sapere è fondamentale – ha detto ai docenti arrivati da tutta l’Arcidiocesi palermitana – come lo è pure entrare in un dialogo formativo e costruttivo per intravedere un mondo migliore al fine di far conoscere quei valori intramontabili di fraternità, accoglienza, solidarietà e amore alla vita”.  Intanto un dato positivo sobbalza all’attenzione di tanti: grazie alla preparazione e alla sensibilità culturale di moltissimi docenti di religione cattolica, diversi alunni di altre fedi chiedono di avvalersi dell’ora di religione cattolica proprio perché gli argomenti fondamentali della materia, in stretto richiamo anche alle direttive del MIUR, mirano alla formazione culturale dello studente, creando ponti di dialogo e di cooperazione al fine di scorgere il linguaggio concreto e vivo della “Bellezza” e del testimoniare con la vita ciò che si impara anche fra i banchi di scuola. Docenti di religione cattolica, quindi, fortemente ancorati a tutto ciò che richiama la cultura della vita, del riscatto sociale, della salvaguardia dei grandi interrogativi del vivere che sanno trovare anche nella “sacralità” della quotidianità tutte quelle risposte che rimandano a un’azione di formativa che non conosce scorciatoie e non inganna il magico mondo dei pseudo paradisi artificiali dei nostri alunni e alunne. La giornata di studio e di riflessione curata con professionalità dall’Ufficio IRC dell’Arcidiocesi di Palermo, ha così offerto ai docenti di religione cattolica tutti quegli strumenti didattico/formativi per abbracciare la totalità della vita culturale dello studente, educandolo alla conoscenza di sé e principalmente a farlo sentire parte integrante di una società che chiede più testimoni che relatori, più credenti credibili – come amava ripetere il giudice Rosario Livatino – pronti a riscoprire la bellezza del Kerigma Pasquale che educa al trascendente e squarcia il velo delle pseudo verità che non sempre lasciano intravedere il bello che intreccia dialoghi di fraternità con chi arriva fra i banchi di scuola anche da altri continenti con un bagaglio culturale e di fede che non sono quelli cristiani. Una giornata di confronto, quindi, che fa ben sperare». (Nicolò Mannino, Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale)

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Giuseppe Longo