Gaetano Bonavia riconfermato segretario generale della Filt Cgil Palermo

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Palermo – Gaetano Bonavia è stato riconfermato segretario generale della Filt Cgil Palermo all’XI congresso della categoria dei trasporti che si è svolto all’hotel Villa D’Amato. “Il settore dei trasporti rappresenta uno degli elementi fondanti per lo sviluppo, la crescita e l’economia del nostro territorio Un settore, quello della mobilità, spesso dimenticato, di cui sollecitiamo la ripresa immediata da parte della politica nazionale, regionale e locale, con proposte mirate, interventi strutturali e trasferimento di risorse – ha detto il segretario riconfermato della Filt Cgil Palermo Gaetano Bonavia – Lo sviluppo dell’economia nella nostra Regione e nell’area metropolitana di Palermo passa obbligatoriamente attraverso una rete ferroviaria ammodernata e efficiente, integrata con i porti di Palermo e Termini Imerese. Passa attraverso il collegamento con l’aeroporto Falcone Borsellino.

La rete ferroviaria ancora oggi stenta a raggiungere il completamento dei lavori attraverso la connessione con i diversi siti produttivi in sinergia con il trasporto su gomma”.
Tra le questioni affrontate nella relazione del segretario rieletto, quella relativa alla situazione occupazionale nel mondo dei trasporti. “L’intero sistema ha perso negli ultimi 10 anni, dal 2007 al 2017, ben oltre 35 mila a addetti. All’Amat di Palermo gli addetti, nel periodo in questione, sono passati da 2.100 agli attuali 1.450, riducendo di fatto e drasticamente il servizio offerto, passato da 20 milioni di chilometri agli attuali 11 milioni. Le ferrovie hanno ridotto l’occupazione nello stesso periodo di circa 25.000 addetti. Il trasporto aereo dopo la vicenda Alitalia ha persi ulteriori 12.000 addetti”.
E un accenno anche alla situazione dell’indotto pulizie ferroviarie nel territorio della provincia di Palermo, che sta attraversando un periodo assolutamente drammatico. “Tutte le imprese del settore presenti sul territorio utilizzano gli ammortizzatori sociali e non si intravede, nella maggior parte dei casi, nessuna luce in fondo al tunnel – ha aggiunto Bonavia – Le risorse messe a base di gara nei lotti già in partenza non permettono il pagamento a tempo pieno, nel rispetto del contratto collettivo della forza lavoro prevista”.

Tra le vertenze che hanno visto la Filt impegnata, c’è quella dei portuali. I lavoratori delle cooperative, dopo i danni causati dalle vicende legate all’amministrazione giudiziaria, oggi si ritrovano a contrastare il problema dell’autoproduzione, secondo la quale alcuni armatori hanno deciso di fare in autogestione alcuni dei servizi in genere gestiti dai portuali (sbarco e imbarco merci etc). “C’è una battaglia in corso per salvare i posti di lavoro. Abbiamo fatto due scioperi regionali di 72 ore, per difendere i diritti dei lavoratori del settore, contestando il rilascio di autorizzazione all’autoproduzione da parte dell’Autorità Portuale. A rischio ci sono a Palermo 500 posti”. E un altro settore al centro dell’attenzione nella relazione di Bonavia, quello delle attività di noleggio, in particolar modo con conducente (bus turistici), che sul territorio siciliano impegnano circa 1700 bus e 1000 fra vetture e minibus. “Di questi mezzi – spiega Bonavia – circa il 25 per cento risulta non in regola con le autorizzazioni regionali. Esiste nel settore un mercato “nero” delle autorizzazioni. Circa il 15 per cento dei mezzi è in servizio con autorizzazioni di altre Regioni e gli autisti utilizzati sono spesso senza contratto di lavoro o addirittura pensionati di altre aziende”.
In molte aziende del settore, comprese quelle in regola con le autorizzazioni, si continua a registrare, da parte dei datori di lavoro, l’inosservanza delle regole contrattuali: buste paga contraffatte e addirittura alterazione dei cronotachigrafi al fine di rendere impossibili eventuali controlli sulle ore di guida. “La Filt -prosegue il segretario provinciale dei trasporti – è da tempo impegnata su questo fronte, abbiamo fatto numerose segnalazioni alle autorità competenti, al Prefetto, all’Ispettorato del lavoro. Pochi sono stati i controlli”.