Autismo: come riconoscerlo?

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L’autismo è una sindrome che colpisce lo sviluppo del funzionamento cerebrale, e più nello specifico, essa colpisce la morfologia della persona, interessandone perciò ogni parte del suo esistere. Mentre da una malattia ci aspetta una diagnosi e la possibilità di una cura, dall’autismo purtroppo non si può guarire ma trovare un adattamento specifico corrispondente al funzionamento di ogni singolo individuo. La sua gravità è molto variabile (esistono infatti infinite combinazioni di tale sindrome)ed è per tale ragione che oggi si parla di disturbi dello spettro autistico.

Fattori di rischio

Sebbene gli studi e le ricerche sull’autismo proseguano da anni, ad oggi sono ancora in parte incerte le cause da cui esso origina. Le indagini strumentali sembrano propense ad evitare di parlare di cause e a rilevare molteplici fattori di rischio. Parlare di rischio vuol dire infatti rilevare un fattore che influenza la possibilità di sviluppare o meno una data condizione. Secondo gli studi più recenti, sembrerebbe che fattori di natura genetica e ambientale possano combinarsi tra loro in un determinato periodo critico (che include il prima, il durante e l’immediatamente dopo la nascita).

Ad esempio, gli studi condotti sui gemelli monozigoti (e dunque con lo stesso patrimonio genetico) evidenziano che nel 20% dei casi l’autismo si sviluppa solo in uno dei due gemelli. Pertanto ciò che si ipotizza è che una particolare combinazione di geni, conferisca una certa suscettibilità allo sviluppo dell’autismo (ossia una sorta di rischio latente che esso si sviluppi) e che poi la presenza concomitante di uno o più fattori di rischio ambientali possa convertire quella suscettibilità in una sindrome conclamata.

Alcuni studi condotti in Australia ipotizzano una possibile correlazione tra carenza di vitamina D in gravidanza e rischio di avere un figlio affetto da DSA (Disturbo dello Spettro Autistico). Altri studi ritengono più importante l’esposizione, durante la gravidanza, a particolari infezioni. Secondo tali ricerche l’aver avuto ad esempio un’infezione da herpes genitale potrebbe raddoppiare il rischio di avere un figlio con autismo, poiché la risposta immunitaria della madre esposta all’infezione causerebbe anomalie nello sviluppo del sistema nervoso fetale.

Osservate vostro figlio

Sebbene non siate dei medici o dei ricercatori, potete considerarvi le persone più esperte quando si parla di vostro figlio; per tale ragione siete anche i primi a dover avvertire i segnali di allarme. Vi sarà capitato tante volte di osservare il comportamento dei bambini che incontrate per strada e di paragonarlo a quello dei vostri figli, notando quanto assomigli o sia diverso da loro. Fidatevi sempre del vostro istinto di genitore, perché questo può fare la differenza; l’unica competenza che dovrete sviluppare è la vostra capacità di osservare..e di osservarlo.

Aprassia orale. È in grado spegnere le candeline sulla torta a due anni? Se gli chiedete di sorridere per fargli una foto..lo fa?

Leggera ipotonia. Osservate se vostro figlio vi sembra più pesante di un bambino che ha il suo stesso peso, se si stanca più facilmente degli altri bambini della sua età, se il suo corpo (nonostante la pesantezza) vi appare morbido e soffice come se fosse “una bambola di pezza”.

Disfunzione dell’integrazione sensoriale. Essa può manifestarsi con quelli che solitamente si identificano come capricci infantili. Ad esempio vostro figlio potrebbe andare in crisi se per caso spostate un soprammobile che ha sempre visto nello stesso posto, o cominciare a strillare se provate ad interrompere quelle che sembrano essere le sue solite abitudini.

Problemi nello sviluppo motorio. Avete la sensazione che le azioni di vostro figlio siano forzate e programmate? Vi sembra che non riesca a fare delle cose semplici che bambini più piccoli farebbero invece senza problemi?

La letteratura scientifica internazionale è concorde nel ritenere fondamentale la capacità di effettuare delle diagnosi precoci, poiché poter identificare l’autismo entro i primi tre anni di vita permetterebbe di intervenire in una fase in cui si potrebbe ottenere una maggiore efficacia rispetto al funzionamento adattivo del bambino.

Il ruolo dei genitori e la loro capacità di osservare con occhio critico è dunque fondamentale.

I sintomi.

Riconoscere i sintomi dell’autismo non sempre è facile, soprattutto nelle fasi iniziali poiché essi possono essere scambiati o confusi con quelli di altre patologie. L’autismo colpisce in prevalenza bambini di sesso maschile nei loro primi due – tre anni di vita.

La letteratura riporta vari sintomi come indicatori precoci di una condizione di autismo, ma data la varietà espressiva della sintomatologia, per effettuare una diagnosi non sempre tutti i sintomi sono presenti contemporaneamente; si consiglia perciò di rivolgersi sempre e comunque ad uno specialista.

È possibile tuttavia individuarne alcuni che tipicamente si esprimono nei primi due anni di vita ed altri che tendono a presentarsi più in là.

0-2 anni. Le ricerche dimostrano che durante i primi 24 mesi di vita, gli indicatori precoci di autismo si manifestano per lo più come assenza di comportamenti tipici delle fasi evolutive che il bambino sta attraversando, piuttosto che come presenza di comportamenti atipici o bizzarri.

Perciò, ciò che per lo più occorre fare è prestare attenzione a quelli che potrebbero essere dei piccoli campanelli di allarme:

Dai 6 mesi dovreste cominciare ad osservare espressioni di gioia o sorrisi spontanei.

Dai 9 mesi vostro figlio dovrebbe essere capace di rispondervi attraverso sorrisi, suoni o utilizzando espressioni del viso.

Entro i 12 mesi vostro figlio dovrebbe aver sviluppato una certa gestualità (come indicare col dito o salutare muovendo la mano) ed essere capace di rispondere alle vostre domande indicando o facendo dei gesti con la mano e col corpo (per esempio allungandosi o allungando il braccio) e dovrebbe anche aver cominciato a vocalizzare (ad esempio attraverso al tipica lallazione).

Osservate se non ha ancora emesso alcuna parola entro i 16 mesi.

A 18 mesi dovrebbe già aver acquisito la capacità di interagire con gli altri, seguire lo sguardo, servirsi del gioco simbolico e guardare occhi negli occhi.

A 24 mesi dovrebbe inoltre essere in grado di esprimere frasi di almeno due parole in modo spontaneo.

Pertanto, qualunque abilità da lui acquisita (di linguaggio, vocalizzazione o sociale) e successivamente persa, deve mettervi in allarme a qualunque età.

Dai 2 anni in poi. Gli indicatori di autismo si presentano come dei veri e propri deficit di abilità sociali, linguistiche e comunicative e si esprimono attraverso la presenza di comportamenti ripetitivi e ristretti.

Deficit nelle abilità sociali. Ciò che vi colpirà osservando vostro figlio sarà il suo disinteresse nei confronti di altri coetanei o di ciò che si manifesta intorno a lui. Noterete cioè una certa difficoltà nella sua capacità di entrare in contatto con gli altri, nella sua abilità di farsi amici e di giocare in gruppo o in modo creativo attraverso i giochi di finzione. Quando gli parlate avrete la sensazione che non vi stia ascoltando e che tollera scarsamente il contatto fisico (come essere preso in braccio o cullato).

Deficit del linguaggio. Anche il linguaggio ed il suo modo di esprimersi vi apparirà diverso dai suoi coetanei poiché avrete la sensazione che faccia uso di un tono di voce atipico rispetto all’uso del ritmo e alla sua intensità. Tenderà a parlare di sé in terza persona, a ripetere le stesse frasi più volte e ad interpretare ciò che gli viene detto in modo letterale. Avrete inoltre la sensazione che non riesca a comprendere semplici istruzioni, l’ironia o il sarcasmo.

Deficit nella comunicazione non verbale. L’espressione più immediata di tale deficit è rappresentata dall’incapacità nel mantenere o ricercare il contatto oculare e l’incapacità nel cogliere nelle espressioni facciali altrui un significato. Una caratteristica tipica è inoltre rappresentata da un’estrema sensibilità per gli stimoli visivi ed uditivi.

Comportamenti rigidi e stereotipati. Un aspetto che sicuramente non potrete fare a meno di osservare riguarda la rigidità con cui vostro figlio compie gesti e azioni. Noterete cioè delle rigide routine nella sua attività quotidiana (come ad esempio ripetere giornalmente le stesse azioni o allineare ossessivamente oggetti secondo un proprio ordine mentale), una certa difficoltà nell’accettare di buon grado cambiamenti nel suo ambiente di vita o rispetto alle sue routine (spostare soprammobili, cambiare programmi di giornata), mostra interesse specifico per alcuni oggetti da cui stenta a separarsi o per certi argomenti.

Sindrome di Asperger

Con l’introduzione del DSM V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) la categoria “Sindrome di Asperger” scompare, per inquadrare le caratteristiche delle persone con Autismo all’interno di un continuum.

Con il termine “Sindrome di Asperger” si è indicato per diversi anni una forma di autismo ad alto funzionamento caratterizzato da una persistente compromissione delle interazioni sociali e comportamentali, nonché dalla presenza di attività e interessi ripetitivi e ristretti. Sul piano cognitivo e del linguaggio, a differenza dell’autismo propriamente detto, non si evidenziano invece significativi ritardi.

Per tale caratteristica la sindrome di Asperger, nella scuola primaria, tende spesso ad essere sottovalutata e definita dagli insegnanti come un disagio, da parte del bambino, ad integrarsi con i coetanei. In realtà ciò che accade è che individui con la sindrome di Asperger sono isolati dai coetanei a causa dei loro atteggiamenti strani, ma, a differenza degli autistici, non sono inconsapevoli della presenza altrui, anzi spesso dimostrano un grande interesse nello stringere amicizie e parlare con la gente. Il loro modo di relazionarsi appare tuttavia goffo e pedante, essendo incapaci di empatizzare con gli stati emotivi altrui. Tale difficoltà li porta spesso a reagire in modo inappropriato nelle relazioni affettive, mostrando insensibilità ed indifferenza. Nonostante ciò, individui con Sindrome di Asperger, sebbene la presenza di alcune limitazioni, possono condurre una vita per lo più normale.

Le ricerche dimostrano inoltre che gli Asperger hanno un’intelligenza diversa. Essi infatti hanno delle capacità mnemoniche fuori dal comune ed una percezione del gusto, dei suoni e delle immagini duplicata rispetto alla gente comune.

Se avete dei dubbi sui comportamenti e atteggiamenti di vostro figlio, se avete la sensazione di aver osservato delle stranezze o delle mancanze rispetto al suo stadio evolutivo confrontandolo con quello dei suoi pari, non esitate a rivolgervi ad uno specialista. Riferite con zelo le vostre preoccupazioni al pediatra di riferimento e diffidate sempre della strategia dell’ “aspettiamo e vediamo cosa succede!”; confrontatevi sempre con persone competenti.

Lo sapevi che:

  • La Società Italiana di Neuropsicologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza ha approvato delle linee guida dove è possibile trovare informazioni utili sull’autismo, sullo screening ed il trattamento che si possono scaricare collegandovi sul sito www.sinpia.eu

  • La letteratura offre un ampio elenco di personalità compatibili con la sindrome di Asperger. Sembrerebbe infatti che personaggi famosi come Einstein, Mozart, Van Gogh, debbano il loro grande successo proprio al talento e alla genialità derivante da questa sindrome.

Per approfondire:

Sicuramente avrete già avuto modo di guardare il famosissimo film diretto dal Barry Levinson nel 1989 sul mondo autistico “Rain Man”. Oggi vi propongo qualcosa di leggero ma al tempo stesso interessante sul piano psicologico. Nella serie tv “tutto può succedere”, è possibile osservare ed è spiegato in modo semplice, il modo di vivere di un Asperger, le sue difficoltà quotidiane e soprattutto la difficoltà da parte dei genitori nel vivere giornalmente a contatto con questa sindrome.

Per quanto concerne la lettura, mi sembra utile consigliare un libro, curato da Paolo Cornaglia Ferraris, uscito il 18 febbraio 2018 in occasione della giornata mondiale della Sindrome Asperger e scritto da sei autori Asperger che raccontano la vita di sei personaggi della scienza, della musica e della fisica che hanno vissuto la loro vita con la Sindrome di Asperger.

Dott.ssa Caterina Occhipinti