40 anni di scoutismo a Bagheria: ma, la preistoria che fine ha fatto?

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Baden Powell, fondatore dello Scoutismo. Ph:by Ann Ronan Pictures/Print Collector/Getty Images)

 

Bagheria (Palermo) – Gli scout festeggiano a Bagheria 40 anni di scoutismo bagherese. E’ un evento importante sia dal punto di vista educativo, sia dal punto di vista sociale. Ma, in effetti lo scoutismo fa i primi passi nel 1975 e non nel 1978 e questo grazie ad un gruppo di alunni di Padre Gaetano Pravatà ( che purtroppo non c’è piu’) che con il consenso del lungimirante Padre Giovanni Muratore Arciprete della Chiesa Madre favorì ed incoraggiò i primi passi di uno scoutismo spontaneo, entusiasta che aggregò tanti e tanti ragazzi, che a quei tempi erano orgogliosi di indossare quel fazzolettone metà bianco e metà azzurro (allora era così).

Tra quei primissimi giovanissimi quindicenni il sottoscritto Aurelio D’Amico, Toto’ Buttitta, Ernesto Pallotta, Giovanni Falcone. Padre Pravatà aveva chiesto in parrocchia ai suoi giovani alunni di terza media : “ cosa vorreste fare in Parrocchia?” In coro : “ I Boys Scout!” I ragazzi erano ignari che lo scoutismo fosse formazione e tante altre cose.

Loro avevano visto soltanto qualche film in bianco e nero, in televisione, e qualche fumetto. Padre Pravatà, già, veniva da esperienze scout e quindi fu felice di dare una stanza tutta smontare, pulire ed organizzare, precisamente quella ultima ad angolo di via Carà ( in quella trovammo tante riviste di scoutismo di Padre Pravatà a prova che avevamo trovato la persona giusta), che però dopo essere stata sistemata fu’ usate per altri scopi. Ma, dopo poco tempo arrivò finalmente la stanza, che oggi viene ancora usata per gli scout , che ai tempi era di fronte al fotografo Lo Meo, il cui timido e piccolo figlio Simone, poi fu dei nostri .

Il discreto ma sempre presente Padre Muratore, dal buon parroco che era ed è rimasto, ha sempre seguito questa esperienza lungimirante con favore facendo incontri, campi , uscite, messe ( ricordo ai soliti vecchi quando portammo sopra Rocca Busambra il nostro parroco ). Tra i primi capi Girolamo Greco, Paolo Pedone e tanti altri, che pure ignari del nuovo metodo educativo hanno accettato responsabilmente l’incarico, riuscendo con la loro simpatia e con a loro saggezza di piu’ grandi ad avvicinare tanti altri ragazzi. Dal 1975 , la madrice con Padre Muratore e Padre Pravatà fu’ un porto di mare, che ha avvicinato tanti ragazzi facendoli partecipare a quel gioco di esploratori, guide, lupetti , coccinelle , rover. Se mi chiedete dove erano le tessere a prova di tutti questi ragazzi e dove risultano iscritti, vi devo dire che quei centinaia e centinaia di entusiasti scout non hanno mai avuto la tessera, né l’AGESCI li ha mai conosciuti nelle foto e nei documenti. Ma nel volto, nel sorriso, nel cuore e nelle gambe di quei ragazzi e ragazze, nessuno potrà togliere quel ricordo di essere stati scout, di avere fatto vita da scout: Ciccio Speciale, Giuseppe Pecoraro, Nello Speciale, Antonino Stira, Gaetano La Mantia, Tommaso Giammarresi, Nicola Lo Piparo, la Dott. Caterina Mancuso, Mimma Greco, Caterina Greco, Dora Speciale, Enza Aiello, Marielluccia Greco, Adriana Castronovo, Pino Maggiore, Isidoro Mancino,Angelo Lanza,Antonio Seidita, il dottore Giuseppe Lamantia, Nicola La Mantia, Enza Guttuso, Maria Maggiore, Caterina D’Amico, Paola Spinoso, ecc. ecc. ecc. ecc. Scusate ma ne ho dimenticato almeno due centinaia. Però non possiamo dimenticare il Prof. Enzo Buttitta, il suo entusiasmo ed il suo contributo per solcare dalla preistoria scout alla storia scout.

Io spero che alcuni dei vecchi capi che saranno con voi in questi giorni non dimentichino, quando erano piccoli e andavano a scuola elementare al Bagnera, il loro Grande

Maestro Ciccio Piazza.

Chi era Ciccio Piazza? Se non fosse stato Ciccio Piazza non ci sarebbe stato mai il primo tesseramento e la storia dei 40 anni, che voi oggi raccontate. La fortuna dei bagheresi era quella che il Maestro Ciccio Piazza insegnava alla Scuola Bagnera e che lo stesso era un maestro galvanizzatore di alunni. Alcuni dei suoi ragazzi diventarono lupetti, scout e poi capi scout. Per Ciccio come diceva lui “ Si fa tutto per i picciriddi”. Un uomo che ha dato tanto allo scoutismo palermitano di quegli anni e fu’ quell’uomo (spesso di poche parole) che ci aiuto’ a diventare un vero reparto scout a Palermo. A Palermo, in Cattedrale, durante le riunioni dei capi (anche di quelli senza tessera) dove c’era il Bagheria Primo c’era Ciccio Piazza : in quel periodo della preistoria dello scoutismo bagherese abbiamo goduto dell’affetto e della protezione del nostro grande maestro.

Si! Proprio quello che aveva una scassata Station Wagon Peugeot, che nel bagagliaio trovavi tutto, ma, proprio tutto: tende ,pentole, zaini,materiale della cooperativa scout, pasta, pronto soccorso, lattine di salsa e tanto altro. Quella Peugeot scassata, di cui ci siamo raccontati tante storie fantastiche e mitiche, aveva alcuni pezzi del motore tenuti dalle mollette e che quando cucinava lui, tra i condimenti trovavamo in pentola bollente : cacchette di uccellini volanti e cenere delle sue sigarette . Vere o non vere queste storie, Noi ci abbiamo sempre creduto. Quello che si diceva sul nostro Maestro era proprio vero, anche perché questi fatti raccontati li avevamo visti noi personalmente. Vi ricordo due capi lupetti, che mai troverete sul registro ufficiale dell’Agesci, che oggi non ci sono piu’e che non dovete dimenticare mai : Enza Mineo e Pino Morreale: il sorriso e la bontà hanno portato tanta gioia ai lupetti e alle coccinelle e tutti oggi li ricordiamo pregando per loro così come preghiamo per Ciccio Piazza e Padre Pravatà. Alcuni di quei lupetti e di quelle coccinelle, poi, sono diventati i capi ufficiali con tanto di tessera : ma se non c’era Pino, Enza , e tanti altri che hanno vissuto con spirito scout quella esperienza forse oggi non la racconteremo .

Le prime uscite : La Balata, Le Case di Dotto, Randino ad Altavilla Milicia, le Case di Parisi il primo campo Roccapalumba , Alpe Cucco, Ficuzza, Campo Felice di Roccella, Borgo Riena, Palazzo Adriano: quello era uno scoutismo agli inizi, ma, siatene certi bello ed entusiasmante come quello vostro di oggi. Era lo scoutismo pieno di avventure, di squadriglie perse nel bosco, del motore di Lavatrice trasformato in affilatrice di asce, di grossi contenitori di casse da morto, provenienti dall’America, trasformati in grossi armadi, grazie alle tavole in formica di vecchi banchi da scuola. L’avventura , il sogno, la formazione, i valori, la educazione. Provate a chiedere ad uno di questi vecchi del 1975, 1976, 1977 e vaì ! qualche storia che hanno vissuto , la ricorderanno e ve racconteranno come le storie di Peter Pan, con il cuore e la convinzione nell’animo di essere stati scout come lo siete voi.

Quei preti di quel periodo e quei capi di quel periodo hanno creato un progetto e hanno realizzato un sentiero che in quel momento era difficile ma entusiasmante, quel sentiero oggi è diventato così lungo (40 anni) che oggi vede i preti ed i capi attraversare il sentiero, in mezzo ad tante difficoltà ed entusiasmi. Vi ringrazio della gioia che mi avete dato e con la commozione e con le lacrime negli occhi davanti al mio computer Vi auguro di cuore Buona Caccia! e Semel Scout Semper Scout!

Aurelio D’Amico

(n.d.d.) Su proposta ed invito dell’autore dell’articolo aggiungo questa nota su Ciccio Piazza che ho conosciuto come Capo Scout, avendo vissuto anch’io l’esperienza dello Scoutismo.

Con Ciccio Piazza ho fatto un campo estivo in Sila. Una persona buona e generosa. Mi ricordo un particolare insieme a lui. Io ero Rover ed in Sila quel giorno c’erano oltre 40 gradi. Dissi a Piazza:Ciccio ci vorrebbero dei gelati per i picciotti, andiamo a Cosenza a comprarli fa troppo caldo l’acqua non basta. La risposta di Ciccio fu:”Tonino, ti prometto che se passa un camion di gelati li compro tutti”. Dopo mezzora (una promessa inverosimile nella realtà in un bosco della Sila sperduto sopra il lago Cecita) passarono due camion di gelati che andavano in un paese vicino e Ciccio a malincuore (per la cassa del campo) dovette fare fede alla sua promessa“.

Tonino Pitarresi – Direttore Giornale del Mediterraneo