Carta Rei, appuntamenti annullati

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Paolo Caracausi


Caracausi e Quartararo (IDV): “a rischio i soldi per decine di utentI”

Palermo – Il pressapochismo è un metodo tutto italico. Consiste nel lanciare un’idea, magari valida, però priva della dovuta programmazione;a monte esiste solo una flebile progettazione. Il tutto viene dato in pasto agli uffici perifici dello Stato che dovrebbero poi, sbrigarsela da soli, magari inventandosi sistemi per risolvere eventuali problemi a cui neanche i progettisti avevano pensato.

Questo metodo, mai abbandonato, oggi interessa la Carta Rei, che sembra un trattato medievale invece sta per Reddito d’inclusione.

Al comune di Palermo decine e decine di cittadini si ritrovano in una situazione paradossale: a causa dell’annullamento di tutti i colloqui fissati all’epoca della presentanzione dell’istanza per la carta Rei, il Reddito di inclusione, e della mancata comunicazione agli utenti, potrebbero scadere i sei mesi previsti dall’Inps per l’effettuazione dei colloqui. In pratica, decine di persone rischiano di perdere i soldi e di dover restituire quelli ricevuti per un disguido burocratico”. Lo dicono Paolo Caracausi (Idv), consigliere comunale di Palermo, e Giuseppe Quartararo (Idv), consigliere della Terza circoscrizione.

Il Reddito di inclusione – spiegano Caracausi e Quartararo – richiede che il cittadino sostenga un colloquio con gli assistenti sociali del Comune per la sottoscrizione di un progetto personalizzato, così come disposto dall’Inps; colloquio che va effettuato entro sei mesi dalla prima erogazione del contributo. Il punto è che gli uffici comunali hanno annullato tutti gli appuntamenti con gli assistenti sociali, visto che ancora non c’era l’esito Inps sulle varie pratiche, per non creare false aspettative, ma senza comunicare nulla agli utenti. La beffa però era dietro l’angolo: l’Inps ha infatti concesso il contributo a decine di palermitani, che però devono sostenere il colloquio entro sei mesi dalla prima erogazione; peccato che i colloqui siano stati tutti riprogrammati fuori tempo massimo. Il risultato? I colloqui sono stati fissati oltre il termine ultimo dei sei mesi per decine di persone che, adesso, rischiano di perdere la carta Rei”.

Inutile dire come la situazione sia allarmante – concludono Caracausi e Quartararo – Invitiamo gli uffici comunali a trovare soluzioni immediate, visto che la perdita del beneficio a causa di lungaggini burocratiche potrebbe danneggiare tantissime persone, che poi si rivarrebbero sul Comune: bisogna fissare tutti gli appuntamenti prima della scadenza dei sei mesi con una corsia preferenziale”.

E’ giunto ormai il tempo per pensare a nuove e più concrete forme di inclusione sociale che offrano a chi ne ha bisogno una opportunità per la propria vita senza intoppi burocratici o complicazioni tecniche. Il welfare italiano, o per dirla in breve, come aiuto chi ne ha bisogno, dovrebbe partire da un metodo di progettazione diverso, basato sull’efficenza, rapidità e sopratutto utile per risolvere un problema.

Ida Cangemi