XVI congresso della Cgil Palermo

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Palermo – Dopo 387 assemblee,  che hanno coinvolto 58.407 lavoratori e pensionati, è iniziato ieri il XVI congresso della Cgil Palermo all’Astoria Palace  hotel. Il congresso si conclude oggi con la relazione del segretario

Susanna Camusso, segretario generale Cgil
Enzo Campo

nazionale Susanna Camusso e l’elezione degli organismi dirigenti. Tra gli altri sono intervenuti il sindaco Leoluca Orlando, il segretario generale Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana, il segretario Uil Palermo Gianni Borrelli e il consigliere comunale Giusto Catania.  Al centro del congresso, i temi della precarietà, del lavoro nero, delle pensioni, della crisi della politica, a partire da quella dei partiti della sinistra. Davanti a una platea congressuale di 300 persone, con 196 delegati, e invitati dei partiti, dei sindacati e delle associazioni, il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo ha tenuto la sua relazione introduttiva partendo dal giudizio critico espresso sulla manovra nazionale e sulla mancanza di opportunità occupazionali per il Sud nell’attuale quadro economico. 

Quindi i temi della nostra regione e della città di Palermo, a partire dal ‘furto’ dei 60 milioni per le periferie. “Sosteniamo l’iniziativa dei sindaci per recuperare queste risorse”, ha detto Campo. Per quanto riguarda il mercato del lavoro nella provincia palermitana, Campo si è soffermato sui dati di Palermo, che indicano una contrazione del tasso di occupazione, nel periodo di crisi  2008-2016,  dal 43,3 per cento al 37, 4 per cento. “Per gli uomini l’occupazione scende dal 57,7 per cento al 48, 8 per cento mentre quello delle donne cala dal 29,7 per cento al 26,3 per cento – ha aggiunto Campo – La provincia di Palermo perde 43.674 occupati in tutti i settori. In particolare, 1.231 in agricoltura, 18.702 nell’industria, di cui 5.688 nel manifatturiero e 13.014 nelle costruzioni. I servizi perdono 23.741 occupati, di cui 2.638 tra commercio, alberghi e ristorazione e 21.104 nelle altre attività“. 

  Complessivamente gli occupati in provincia di Palermo passano da 362 mila a 318 mila, i disoccupati salgono da 74 mila a 107 mila mentre gli inattivi crescono di 20mila unità, passando da 394 mila a 414 mila. “Sommando i disoccupati e gli inattivi, raggiungiamo la cifra di 521mil persone che, a vario titolo, sono fuori dai percorsi produttivi della provincia, circa il 44 per cento della popolazione locale.

Il dato medio nazionale si attesta attorno al 27 per cento – ha proseguito il segretario generale – In questi anni siamo stati impegnati a governare la crisi e a limitare i danni  dell’impatto sui lavoratori con procedure di mobilità, cassa integrazione e, quando è andata meglio, con contratti di solidarietà. Sono centinaia le vertenze che stiamo seguendo. Oltre alla difesa dei posti di lavoro siamo stati impegnati in vertenze strategiche   che riguardano la crescita della nostra economia, dall’industria manifatturiera ai Cantieri navali e ai call center”.  “Ci siamo confrontati con imprenditori e amministratori – ha proseguito Enzo Campo – sollecitando una politica industriale dotata di risorse, e con l’attivazione dei fondi europei, con obiettivi a medio e lungo termine. Il rilancio del manifatturiero e l’industria 4.0 passano dalle nuove tecnologie digitali. Gli ambiti sui quali intervenire sono la ricerca e l’innovazione, il capitale umano, l’industria culturale, il territorio, la sburocratizzazione della pubblica amministrazione, il settore del credito, i trasporti, le strade provinciali  e un progetto pilota per attuare nell’area metropolitana i principi e gli strumenti dell’economia circolare”. 

Servizi per la città. Il segretario Cgil Palermo Enzo Campo ha ribadito la richiesta di un tavolo tra sindacati e amministrazione comunale per discutere della situazione delle partecipate, alcune oggi in “fibrillazione” come l’Amat, per affrontare le difficoltà nella gestione dei rifiuti o altre criticità come la mobilità del personale Reset verso le altre aziende, gestita finora  con la logica “dell’emergenza”. “I fabbisogni e i piani industriali  delle singole aziende non sono stati oggetto di condivisione con le organizzazioni sindacali aziendali e di categoria bensì effetto di disposizioni unilaterali dell’amministrazione – ha sottolineato Campo – La mancata gestione  di un processo così complesso, che riguarda circa 8 mila lavoratori, aggravata da un management inadeguato, ha prodotto effetti negativi sulle singole aziende e sui servizi erogati”. 

     Sul lavoro Enzo Campo ha prospettato un progetto di inclusione e solidarietà, da rilanciare con Cisl e Uil, per lanciare la vertenza-lavoro a Palermo e in Sicilia con alcune vertenze strategiche che riguardano l’industria culturale, il rilancio dell’edilizia e delle politiche abitative, la mobilità e i trasporti, il welfare sociale, la sanità e la raccolta dei rifiuti.

I lavoratori più forti devono aiutare i più deboli,  coinvolgere e mobilitare non solo con lo sciopero generale ma con iniziative di mobilitazione nuove e incisive- ha concluso Campo – Da Palermo e dalla Sicilia deve alzarsi una iniziativa che duri nel tempo, fino a raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo”. Il congresso, iniziato nel ricordo di Pio La Torre dirigente sindacale, e con la presentazione del libro su “Pio La Torre e la Cgil”, si è concluso nella prima giornata con l’annuncio della dedica di alcune strade di Palermo, a partire da novembre, a 22 dirigenti sindacali uccisi. “In raccordo con l’amministrazione comunale, presto potremo passeggiare in via Placido Rizzotto, in via Salvatore Carnevale e in tante altre strade dedicate ai sindacalisti uccisi”.