“Salute e fake news”. Le bufale rischiano di disorientare gli utenti

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Convegno promosso dall’Ufficio per la pastorale della salute e dall’Ordine dei medici: “occorre migliorare il rapporto di fiducia con i pazienti”

RagusaLe bufale rischiano di disorientare i pazienti. E anche di compromettere l’attenzione di chi ha bisogno di essere curato senza scorciatoie che, spesso e volentieri, si rivelano ingannevoli. Ecco perché è indispensabile rivolgersi a professionisti ed evitare i consigli del web.

L’ultima tra queste bufale la rivela, scherzandoci sopra, il direttore del servizio di Epidemiologia dell’Asp di Ragusa, Giuseppe Ferrera. “Una signora – ha raccontato – mi ha detto che nei vaccini c’era una sigla Dhmo che indicava una sostanza tossica. In realtà non è altro che monossido di idrogeno, una formula chimica dell’acqua che, ovviamente, tossica non è”. Queste e altre pillole sono emerse nel corso del convegno “Comunicare in Sanità: il vero e il falso” che ha puntato i riflettori dell’attenzione su salute e fake news. L’appuntamento è stato fortemente voluto dall’Ordine dei medici di Ragusa e dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, in collaborazione con l’Asp 7 e l’Ordine dei giornalisti di Sicilia.

Abbiamo pensato a questo momento con il presidente dell’Ordine dei medici – sottolinea il direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, don Giorgio Occhipinti – con la consapevolezza che non si può fare più finta di niente rispetto a quello che sta accadendo. Le autodiagnosi fatte in rete non portano da nessuna parte. Si corrono grossi rischi. I pazienti non possono sottovalutare questa situazione che rischia di diventare assolutamente complicata”. E don Occhipinti aggiunge: “Ne abbiamo approfittato anche per un messaggio a favore delle campagne di vaccinazione con particolare riferimento a quella antinfluenzale che sta prendendo il via proprio in questi giorni. Grazie al dott. Ferrera, abbiamo colto l’occasione per farci vaccinare proprio in occasione della giornata di ieri”. E’ stata, quindi, la presidente dell’Ordine dei medici, Rosa Giaquinta, a chiarire come si combattono le fake news.

Il primo passo – ha messo in luce la Giaquinta – è quello di cercare di migliorare il nostro rapporto di fiducia con i pazienti, facendo un’autoanalisi nella comunicazione delle diagnosi, spiegando con chiarezza ai pazienti ciò di cui soffrono. Partiamo innanzitutto da noi medici, poi abbiamo ritenuto importante creare una stretta alleanza con la stampa, perché credo che i giornalisti abbiano un ruolo di pari importanza e che possono veicolare nella maniera migliore il nostro messaggio”. E’ stato chiarito, insomma, che quello delle fake news è un fenomeno di cui bisogna prendere atto, ma non perché si voglia demonizzare internet, che in alcuni casi è un ottimo strumento di comunicazione e conoscenza, quanto piuttosto per cercare di sfatare i falsi miti sul web, per allontanare le persone dalle bufale e cercare di aumentare il senso critico nella lettura di quelle che sono le notizie che si apprendono sui canali di comunicazione.

Qualche dato? Si stima siano 15 milioni gli italiani che, in caso di piccoli disturbi (dal mal di testa al raffreddore), cercano informazioni sul web. Più della metà, 8,8 milioni, sono stati vittime di notizie costruite ad arte nel corso dell’anno. In particolare, sono 3,5 milioni i genitori che si sono imbattuti in indicazioni mediche sbagliate. Dati allarmanti per la salute: se il medico di medicina generale (53,5%) e il farmacista (32,2%) restano le principali fonti di informazione, decolla il ricorso ai diversi canali web (28,4%). Il 17% degli italiani consulta siti web generici sulla salute, il 6% i siti istituzionali, il 2,4% i social network.

Ph copertina:l’intervento di Rosa Giaquinta,Presidentessa Ordine dei Medici di Ragusa

Giorgio Liuzzo