Dolore per la perdita di un congiunto. Conviderne la sofferenza è un dovere spirituale

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Don Giorgio Occhipinti

 

Questo il senso del pellegrinaggio promosso al cimitero dal dall’Ufficio Diocesano per la pastorale della salute

Ragusa – Un momento di condivisione con le famiglie che portano il peso della grande sofferenza per la perdita dei loro cari rispetto a cui non ci sono parole che assicurino rimedio o consolazione. E’ questo il senso dell’iniziativa che, a un giorno della commemorazione dei defunti, si è tenuta ieri pomeriggio al cimitero di Ragusa centro. L’iniziativa, promossa dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute della diocesi di Ragusa, è stata caratterizzata dalla preghiera del Rosario per i defunti. “Ieri – dice il direttore dell’ufficio, don Giorgio Occhipinti – era il primo sabato del mese di novembre, dedicato al Cuore immacolato di Maria e alle apparizioni della Madonna a Fatima. Abbiamo affidato all’intercessione dei due bambini santi – Giacinta e Francesco – le giovani vite spezzate. I due bambini, morti a causa della Spagnola, due anni dopo (Francesco) e tre anni dopo (Giacinta) le Apparizioni della Madonna nel 1917, hanno lasciato ai loro familiari un grande esempio di fede. Chi ha subito un grave lutto ha bisogno di sentire la presenza affettiva di amici e conoscenti e di sapere di avere accanto persone realmente attente e disponibili all’ascolto. Non si può proteggere chi è in lutto dal dolore della perdita, ma lo si può sostenere in un momento doloroso e difficile. Ci vuole però formazione umana oltre che spirituale, ciò che spesso manca ai volontari e alle comunità parrocchiali e a tutti coloro che sanno che non possono esistere gesti speciali da compiere o “frasi fatte” che tutti conoscono per poter alleviare la sofferenza”. Noi non siamo chiamati a dare ricette del tipo: “Non devi andare sempre al cimitero”, “Il tempo guarisce le ferite”. Niente di più falso. Non si può cancellare con una spugna la lavagna, come ai tempi della scuola, il dolore della perdita dei figli. Il nostro ufficio non organizza incontri specifici sul settore basati su metodologie relative a come elaborare il lutto. Piuttosto vuole creare una rete di vicinanza e un rapporto di amicizia con le famiglie. È questa l’esperienza più bella che insieme a tanti cari amici (conosciuti in un momento di dolore) condividiamo”. L’iniziativa è proseguita poi in cappella all’ospedale Civile con la celebrazione della santa messa in onore delle giovani vite spezzate.

Giorgio Liuzzo