Cortometraggio “Il Stupro”: nuova prospettiva sulla violenza di genere

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Messina – L’Aula “Lorenzo Campagna” del Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche ha ospitato la presentazione del cortometraggio ” Il Stupro”, nell’ambito delle iniziative connesse alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. All’incontro, introdotto dalla professoressa Vittoria Calabrò, sono intervenuti il Prorettore Vicario, prof. Giovanni Moschella, la Delegata alle Politiche di genere d’Ateneo, prof.ssa Giovanna Spatari, il Direttore del Dipartimento SCIPOG, prof. Mario Calogero, il regista Placido Sturiale, Maria Andaloro (ideatrice di Posto Occupato) e le prof.sse Marina Quattropani e Antonella Cava.

Nel corso dell’evento, durante il quale è stato anche ricordato l’impegno culturale e civile della prof.ssa Antonella Cocchiara per l’affermazione dei diritti delle donne, è stato più volte posto l’accento sull’attenzione riservata dall’Università di Messina verso i temi di genere. L’impegno dell’Ateneo si è concretizzato nella recentissima istituzione dell’importante delega alle Politiche di genere affidata alla prof.ssa Spatari (già presidente, per il triennio 2004-2007, del Comitato Pari Opportunità) ed anche nell’adesione al progetto che ha dato vita al Protocollo Interistituzionale per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere nella provincia di Messina (promosso dalla Prefettura), siglato dal Prorettore Vicario, presso il Salone di Rappresentanza del Palazzo del Governo.

La proiezione del cortometraggio – ha detto la prof.ssa Calabrò – è legata indissolubilmente alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si è svolta ieri. In questi giorni è stata lanciata una campagna social da molte donne influenti del mondo dello spettacolo, della politica e dello sport. Tra tutti, mi piace ricordare gli hashtag proposti dalla Parlamentare Mara Carfagna, ovvero #nonènormalechesianormale, e dalle atlete della Nazionale Italiana di Pallavolo di recente classificatesi seconde ai Mondiali, cioè #lapartitaditutti. Tutto ciò contribiusce ad avvicinare all’animo di ciascuno un tema che è di scottante attualità. Le statistiche, e le storie che ogni giorno i media trasmettono, dimostrano una situazione davvero sconcertante: nei primi 10 mesi del 2018 sono morte 106 donne (una ogni 72 ore) a causa delle violenze subite”.

Con eventi del genere – ha commentato il prof. Moschella – l’Ateneo testimonia il suo impegno connesso alle tematiche di genere. Tale testimonianza è stata rinnovata con la nomina, in qualità di Delegata alle Politiche di genere, della prof.ssa Spatari che quest’oggi mi ha accompagnato in occasione della firma del Protocollo Interistituzionale per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere nella provincia di Messina. Nel nostro ordinamento, il tema della violenza di genere è stato spesso affrontato in maniera incostante secondo canoni di ordine pubblico o emergenza. Ma i numeri dimostrano ben altro e credo che l’arma più importante di cui disponiamo per estirpare questa piaga sia la cultura. Mi piace ricordare, oltre alla prof.ssa Cocchiara i contributi fornitici da tre donne molto importanti, il cui valore è ampiamente riconosciuto: il Prefetto Antonietta Cerniglia, spesasi per una prima convenzione in favore della parità di genere, Omayma Benghaloum, mediatrice culturale uccisa dal marito, a Messina, a colpi di bastone e Rita Borsellino, paladina delle lotte per l’affermazione dei diritti delle donne.

Mi fa piacere – ha dichiarato il prof. Calogero – che il Dipartimento di cui sono Direttore possa proseguire con le virtuose iniziative tracciate dalla prof.ssa Cocchiara. Già una convenzione contro la violenza domestica ha reso più che manifesta la necessità di dover affrontare e fissare la concreta parità uomo-donna. La violenza di genere, inoltre, non si manifesta solo a livello fisico, ma anche in diversi ambiti come ad esempio quello economico e lavorativo, dove le donne fanno ancora i conti con un trattamento non eguale a quello degli uomini. Il nostro obiettivo dovrà, dunque, essere quello di promuovere la cultura del rispetto della donna, utilizzando i giusti antibiotici per combattere il virus della violenza”.

La Prefettura – ha raccontato la prof.ssa Spatari – ci chiede di fare la nostra parte, ideando studi e ricerche nell’ambito dei temi legati alla violenza di genere. Proseguiremo con incontri formativi e vi è in cantiere il progetto di istituire un Premio di Laurea intitolato ad Antonella Cocchiara, in favore di studentesse e studenti desiderosi di approfondire le tematiche di genere. Il mio lavoro sarà, sicuramente, confortato e arricchito dalla volontà del nostro Ateneo, dimostratosi sensibilissimo e desideroso di contribuire fattivamente all’ottenimento di ottimi risultati”.

Le 106 donne morte sin qui dall’inizio dell’anno – ha detto l’ideatrice di Posto Occupato, Maria Andaloro –  avrebbero potuto occupare quest’aula. Questa è proprio l’idea da cui è nato il progetto di Posto Occupato, un’ulteriore testimonianza di tutti coloro i quali si augurano di contribuire ad interrompere la filiera della violenza. Ricordo l’iniziativa ‘Franca e le Altre’ svolta con la prof.ssa Cocchiara, in cui a bordo di un camper andavamo a visitare le scuole per raccontare l’esperienza di Franca Viola, che rifiutò un matrimonio riparatore a seguito di uno stupro subito”.

Indagini pionieristiche di psicologia clinica – ha commentato la prof.ssa Quattropani – hanno dimostrato che gli stupratori provengono per la maggior parte dal ceto medio e non etichettano il loro modo di agire come criminale, senza mai utilizzare il termine stupro. In tal senso è importante implementare gli studi di psicologia perché tramite essa si può prevenire e, soprattutto, educare alla genitorialità per evitare l’insorgere di personalità deviate. Per i figli del futuro bisognerebbe promuovere nelle scuole l’educazione sentimentale”.

“‘Il stupro’ – ha concluso Dino Sturiale anticipando la proiezione del cortometraggio – è un progetto nato per dare un volto, una voce e soprattutto una storia al personaggio maschile artefice dello stupro, colmando una lacuna importante: l’assenza del genere in letteratura cinematografica. Nella letteratura televisiva solo Enzo Biagi, nel 1978, trattò il tema dal punto di vista maschile. La voce dell’uomo stupratore è quasi sempre ignorata, a conferma del fatto che questo abuso è visto perpetuamente come un problema al femminile. Immagino questo corto come una tesina sul lavoro svolto con chi mi ha aiutato a completare questo percorso di comprensione del problema”.

V.R.