Chi dovrebbe salvaguardare i monumenti della citta’?

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A nulla sono servite le nostre richieste di rimozione

Catania – A Catania il Codice dei Beni Culturali non viene preso in seria considerazione eppure esso è più che chiaro, per chi lo vuole leggere oltre che applicare, in quanto legge inderogabile dello Stato.

Ecco cosa recita in materia di pubblicità nei centri storici all’articolo 49 così “Manifesti e cartelli pubblicitari” all’articolo 1 così recita “ È vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelati come beni culturali. II collocamento o l’affissione possono essere autorizzati dal soprintendente qualora non danneggino l’aspetto e il decoro”. Oltre al regolamento sulla pubblicità che all’art. 36 così recita “E’ vietato la collocazione di ogni mezzo pubblicitario sugli edifici di importanza storica e monumentale di cui all’elenco approntato dalla Sovrintendenza ai BB. CC. e AA.”.

Ma chi dovrebbe – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – SOS Beni Culturali — difendere il decoro del patrimonio storico architettonico di Catania continua a tacere e, di fatto, ad avallare i mastodontici impianti pubblicitari che coprono i pregiati palazzi barocchi del centro storico dichiarati ‘monumenti’ e riconosciuti dall’UNESCO, forse inutilmente vista la poca considerazione, Patrimonio dell’Umanità.

La scrivente associazione nell’agosto scorso aveva segnalato la presenza di tali impianti pubblicitari che coprivano, deturpandone l’estetica e il decoro, le facciate ed esposti da tempo su impalcature (che dovrebbero essere utilizzate per lavori di restauro ma che per quello che abbiamo potuto constatare non avrebbero avuto inizio, di alcuni palazzi barocchi inseriti dalla Sovrintendenza di Catania tra quelli considerati “Monumenti”.

I palazzi in questione sono: Sammartino del Pardo’ in piazza Duomo, Paternò Castello di Sangiuliano e San Demetrio in via Etnea quest’ultimo coevo di palazzo Biscari, considerati i maggiori esempi dell’architettura tardo-barocca della città. Ai suddetti striscioni nel frattempo si sono aggiunti una serie di manifesti pubblicitari di una mostra d’arte incollati sull’estesa recinzione installata su suolo pubblico, per lavori di manutenzione dell’ex sede di Unicredit, sempre a piazza Duomo, ma questi deturpando la facciata di un altro importante monumento barocco, Palazzo dei Chierici.

Dopo alcune settimane di assenza di tali impianti pubblicitari avevamo ben sperato sul recepimento della nostra istanza/denuncia di rimozione, ma tali gigantografie pubblicitarie sono ritornate, come se niente fosse, al loro posto ovvero sui palazzi storici e monumentali da cui sembravano definitivamente scomparse.

Lo sfregio contro la bellezza monumentale della città viene consumato ogni giorno anche sotto gli occhi stupiti e impotenti di migliaia di turisti proprio nel cuore del ‘tardo-barocco’ ovvero di quello stile architettonico   che è stato riconosciuto nel 2002 dall’UNESCO quale “ Patrimonio dell’Umanità” , che Catania condivide con gli altri centri storici settecenteschi della Val di Noto (Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli) ma che per l’assenza di attenzione verso esso rischia di avere revocato tale mondiale riconoscimento!

Ph:Duomo e Palazzo Currò