Celebrazioni in onore di Santa Lucia promosse dall’Ufficio per la Pastorale della salute

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Don Giorgio Occhipinti

Smartphone e cellulari possono danneggiare la vista

Ragusa – Fissare troppo a lungo lo schermo del telefono provoca gravi danni alla vista: i piccoli schermi e le tante parole da leggere fra messaggi, email e pagine web, tendono ad affaticare sempre di più la vista, tendendo a ridurla dopo un lungo periodo di stress oculare. Ecco perché è necessario non abusare del telefonino. Queste le istruzioni per l’uso arrivate dal dott. Maurizio Parisi nel corso dell’iniziativa, ormai diventata tradizionale, promossa per il giorno di Santa Lucia dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, tenutasi nella struttura complessa Oculistica dell’ospedale Maria Paternò Arezzo. “Smartphone e cellulari sono dispositivi di cui non possiamo più fare a meno – è stato chiarito – da diversi anni a questa parte sono entrati a far parte della vita quotidiana riuscendo a tenerci compagnia giorno per giorno nei momenti di noia, di svago e pure nei momenti di lavoro e di studio grazie alle numerose funzioni che possono svolgere. Ma nonostante ciò, sono nocivi, soprattutto per quanto riguarda la vista, ed è per questo motivo che è necessario utilizzarli in maniera moderata, senza abusi di sorta”. Dopo l’incontro di approfondimento, è stato il direttore dell’ufficio diocesano, don Giorgio Occhipinti, nella qualità di componente del capitolo dei canonici della Cattedrale, ad officiare la celebrazione eucaristica per malati, medici e operatori sanitari. Lo stesso don Occhipinti ha poi invitato i fedeli a non esagerare con l’utilizzo dei dispositivi elettronici. “Anche l’utilizzo del cellulare in posizione sbagliata – ha aggiunto – può causare dei danni alla salute”. Don Occhipinti ha poi accennato alla bellezza della luce e della vista che fa apprezzare la natura e le persone senza per forza realizzare post in continuazione e in qualsiasi situazione. La messa, che ha visto la presenza del cappellano ospedaliero, don Salvatore Giaquinta, dei componenti della cappellania ospedaliera oltre che dei clown dottori, è stata caratterizzata dal rito della benedizione degli occhi. Santa Lucia, infatti, protettrice della vista, vede contrassegnata la propria storia da questo speciale riferimento anche sulla base delle notizie che la tradizione religiosa attribuisce alla vita di una santa che, pur essendo di origine siracusana, è molto venerata anche a Ragusa. “Lucia – ha spiegato don Occhipinti – deriva dalla radice lux che significa appunto “luce”. Si spiegherebbe così anche perché la santa regge due occhi su un piattino, a indicare cioè la luce, intesa in senso lato come la “luce della fede”. Nel Vangelo di Giovanni Gesù dice: “Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre” (Gv. 12,46). Questo passo spiega perché la santa presenta i suoi occhi perfetti sul viso e non – come ci si attenderebbe – fuori delle orbite in quanto ella era perfettamente provvista di quella fede. Il riferimento al martirio è presente di solito mediante l’attributo della palma”.

Giorgio Liuzzo