Almaviva, futuro ancora incerto. “Si prosegue senza un piano industriale per un vero rilancio del sito

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L’azienda propone solo nuovi ammortizzatori”. Due incontri alla Regione e a Confindustria, su fuoriuscita degli ex Lsu e commessa Alitalia, in gara a giorni

Palermo – Resta incerto il futuro dei lavoratori del call center Almaviva. Le organizzazioni sindacali hanno incontrato i vertici aziendali di Almaviva in due diversi appuntamenti presso la sede dell’assessorato regionale al Lavoro e presso Confindustria Sicilia. All’ordine del giorno la situazione legata al ritorno nel bacino Asu di un gruppo di ex Lsu, che dal 2002 lavorano presso Almaviva, e la cui fuoriuscita alleggerirebbe il peso degli esuberi. E l’aggiudicazione dei lotti della commessa Alitalia, che andrà in gara a giorni.

Sono 118, all’interno di un bacino di 134 unità, i lavoratori ex Lsu che nelle scorse settimane hanno manifestato l’interesse alla fuoriuscita da Almaviva. I posti per loro disponibili sono 122, e sono stati individuati all’interno di enti utilizzatori tra Palermo e provincia. Per quanto riguarda la gara che ha al centro la commessa Alitalia, la Slc Cgil ha chiesto precise garanzie. Al netto della eventuale clausola sociale contenuta nel bando, e anche alla luce delle recenti gare a cui l’azienda ha partecipato, il sindacato delle telecomunicazioni della Cgil manifesta preoccupazione per le eventuali ripercussioni che potranno esserci per i 602 lavoratori.
Una preoccupazione che riguarda, in generale, la situazione complessiva del call center Almaviva. “Ancora una volta – dichiara il segretario generale Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso – è uscito un quadro generale incerto e privo di un progetto industriale. Almaviva, inoltre, ha evidenziato che a maggio del 2019 terminerà la disponibilità degli ammortizzatori sociali utilizzabili e ha proposto un percorso condiviso con le organizzazioni sindacali per verificare strade percorribili per l’utilizzo di ulteriori ammortizzatori sociali, sottoponendo un verbale di incontro che la Slc Cgil non ha condiviso, in quanto privo di una prospettiva di vero rilancio del sito di Palermo”.

La Slc Cgil ha chiesto garanzie di trasparenza e stabilità sulla fuoriuscita degli ex Lsu e il mantenimento degli impegni assunti nell’accordo del 2017 nei confronti dei lavoratori del sito, provando anche a ricostruire un percorso unitario con le altre organizzazioni. “Va sostenuto un progetto industriale che affronti in modo adeguato l’uso delle nuove tecnologie sul settore, come l’intelligenza artificiale e il machine learning, studiando bene l’impatto che avrà sui lavoratori dei call center e su Almaviva nello specifico – aggiunge Rosso – Anche l’information technology è uno strumento fondamentale di un progetto di sviluppo sostenibile volto a creare e consolidare occupazione”.
L’Slc ha indicato anche esodo incentivato, contrattazione di 2° livello, formazione e riqualificazione come strumenti essenziali della nuova organizzazione del lavoro. “Tutto ciò anche con il coinvolgimento e l’impegno concreto delle Istituzioni. Ad oggi – prosegue Rosso – la Regione siciliana, garante degli accordi sottoscritti, ha avuto la capacità di determinare per i lavoratori Almaviva taglio dei salari, contrazione dei diritti e creazione di un ulteriore bacino di precarietà per gli ex Lsu”.