Centri storici:”Fermiamo la mano matrigna del governo regionale”

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Il Presidente Nello Musumeci

 

Vuole rottamare i centri storici delle citta’ siciliane per lo piu’ riconosciute come patrimonio dell’umanita’!

Catania – L’irresponsabile e nefasta Giunta regionale penserebbe di rottamare definitivamente i centri storici della Sicilia, tra questi i centri di grandi città riconosciute per le loro peculiarità architettoniche e storiche Patrimonio dell’Umanità UNESCO come Palermo, per il suo patrimonio Arabo-Normanno, Catania, Siracusa, Ragusa, Modica, Caltagirone, Noto, Scicli, per il loro patrimonio del Tardo Barocco, Agrigento,   Siracusa e Piazza Armerina anche per il loro patrimonio archeologico risalente alla Magna Grecia e all’impero Romano, la stessa cosa vale per le isole Eolie.

Non bastava alla Regione, spesso matrigna dei beni culturali e storici della Sicilia, approvare la legge  10 luglio 2015, n. 13 “ Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici  Sicilia” soprannominata “Legge di rottamazione dei centri storici” che fece dichiarare all’urbanista architetto Cervellati (non un interessato ‘archistar’ ma colui che, incaricato di realizzare negli anni ’90 il PRG di Catania, fu non per caso ‘esonerato’ senza alcun plausibile motivo sicuramente a vantaggio dei poteri forti e dei proprietari di aree rimaste miracolosamente libere della città): “Questa legge annienta le città storiche della Sicilia e ci farà apparire tutti come seguaci dell’ISIS”. La stessa Corte Costituzionale con sentenze 182/2006 e 367/2007, ha ribadito il principio costituzionale dell’interesse generale della tutela del passaggio, e dunque dei centri storici, affermando che essa è un «valore primario ed assoluto » che non può essere «subordinato ad altri valori, ivi compresi quelli economici».

Ma la proposta oscena- afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – SOS Patrimoni Umanità – dell’attuale Governo regionale oggi supererebbe di gran lunga quella già potenzialmente demolitrice del 2015 in quanto questa se fosse approvata escluderebbe l’istituzione che per antonomasia dovrebbe salvaguardare i beni storici e culturali opponendosi formalmente all’eventuale scempio di palazzi storici che potrebbero essere demoliti per poi essere ricostruiti a piacere dai proprietari o da chi per conto di questi vorrebbe speculare senza ostacoli e a danno della città storica.

Tutto ciò sarà favorito anche dal fatto che quasi tutte le città storiche siciliane mancano di piani particolareggiati a difesa dei loro centri storici, dunque queste, se la folle idea del Governo regionale andasse in porto con il complice voto approvativo dell’Assemblea regionale si assisterebbe impotenti (almeno per chi ama la bellezza culturale e architettonica delle proprie città) allo sventramento e allo stravolgimento architettonico di interi quartieri storici, siano essi di pregio che popolari ma, questi ovviamente, non meno importanti sotto il profilo dell’evoluzione culturale, sociale e urbanistica, come dimostrato dall’imposizione da parte dell’UNESCO dei vari riconoscimenti di Patrimonio dell’Umanità; per non parlare della moltitudine di altri riconoscimenti nazionali ed internazionali fino a quello del “Borgo dei borghi” dove la Sicilia ha vinto ben quattro delle sei edizioni.