Consulta della Pace e della Consulta delle Culture su Decreto Salvini

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Matteo Salvini

 

Palermo – La Consulta della Pace e la Consulta delle Culture, riunite a Villa Niscemi ribadendo le affermazioni della “Carta di Palermo” sulla libertà di circolazione:
1.    Esprimono soddisfazione per lo sbarco dei profughi delle navi “Sea whatch 3” e “Sea eyes”, come auspicato da Papa Francesco e da da diverse altre autorità religiose e civili;
2.    Plaudono la scelta della Chiesa Valdese di ospitare le famiglie che arriveranno in Italia, sostenendone l’impegno per l’affermazione di sicuri ”corridoi umanitari”. Fanno appello all’attivazione della società civile affinché vengano realizzati concreti atti di  solidarietà verso quanti  rischiano di diventare invisibili per decreto;
3.   Condannano l’accanimento contro  persone inermi da parte dei responsabili politici italiani ed europei, dal ministro degli interni Salvini, Alamin Toninelli corresponsabili della politica dei “porti chiusi”;
4.    Sostengono la scelta dell’amministrazione comunale di Palermo e di diversi altri enti locali relativamente a parte del “decreto sicurezza”, per le norme che riguardano il riconoscimento della residenza e che privano migliaia di persone dei servizi sociali e dei diritti di cittadinanza definiti nelle norme internazionali e nella Costituzione italiana;
5.    Esprimono disappunto per la prassi elettoralistica della strumentalizzazione degli atti amministrativi, quali la assegnazione dei beni confiscati alla mafia. I ripetuti annunci di assegnazioni, dimostrano scarso senso dello Stato, quanto imprudenza nell’esercizio delle proprie funzioni;
6.    Promuovonol’incontro tra gli Enti locali per la Pace ed i diritti umani e l’Amministrazione Comunale di Palermo, al fine di attestare la solidarietà alla Città di Palermoda da parte delle Città di Pace che, nel solco dell’opera di Giorgio La Pira, promuovono la Marcia Perugia Assisi da diversi decenni;
7.    Si fanno promotrici della ripresentazione all’ARS del pdl sulla “Cultura di Pace” ( ex ddl 501/2013), auspicando il più ampio consenso sia nella sottoscrizione che nell’approvazione.

F.L.C.