La maggioranza dei sindaci non rispetta ancora oggi l’obbligo di soccorso di animali investiti o in pericolo di vita lasciandoli agonizzare sulle strade!

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Catania – Ancora oggi in Sicilia la maggioranza dei Sindaci continua ‘indisturbati’ a lasciare agonizzare gli animali sulle strade negando il rispetto loro imposto dall’ art. 189 del Codice della Strada dell’ obbligo di istituire direttamente o in convezione il servizio di soccorso di quelli investiti, maltrattati, avvelenati o malati e delle loro immediate cure negli ambulatori dei Servizi veterinari delle ASP provinciali, quando questi esistono oppure negli ambulatori dei veterinari convenzionati.

Abbiamo più volte sollecitato- afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia- ma sembra inutilmente, gli organi istituzionali statali e regionali affinchè obblighino quei Sindaci che ancora oggi non hanno attivato il servizio di soccorso affinchè stipulino le dovute convenzioni specifiche, ovviamente con associazioni riconosciute dall’Assessorato regionale alla Sanità e che siano in possesso dei mezzi di soccorso idonei e di personale adeguato e specializzato per soccorrere animali investiti o in pericolo di vita oltre a installare e divulgare il numero telefonico a cui segnalare l’incidente o l’animale in grave difficoltà che normalmente è quello della Polizia municipale del Comune ma anche il 112 che è il numero unico di pronto intervento generale.

Abbiamo più volte chiesto all’Assessorato regionale alla Sanità anche nel rispetto della legge regionale 15 del 2000 di predisporre in ogni provincia i dovuti e necessari ambulatori veterinari distrettuali dell’ASP ma anche questi continuano a restare pochi e frammentati oltre a non essere opportunamente attrezzati per le necessarie cure dei malcapitati animali.

Inoltre, molti di quei Comuni che avrebbero stipulato l’affidamento del servizio di soccorso di animali investiti con associazioni riconosciute (o almeno così dovrebbe essere!) ancora oggi non tengono in considerazione il D.M. del 9 ottobre 2013, n. 217, che ha definito le linee guida relative alle attrezzature che debbono avere a bordo le ambulanze veterinarie ( che invece spesso sono da rottamare), ai requisiti del personale adibito al soccorso e all’adeguato trasporto degli animali soccorsi, che potrebbero essere in uno stato pietoso e a cui si devono prestare in tempo reale econ la massima urgenza le cure necessarie.

Così, come l’abbandono di animali – sottolinea Lisi – reato punito ai sensi dell’art. 727 del C.P., anche con l’arresto fino a un anno, anche il non soccorrere un animale, così come per le persone, di qualsiasi razza investito è considerato un reato non solo dal Codice della Strada ( il quale  prevede l’obbligo per l’utente della strada di fermarsi in caso di incidente da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti) ma anche dallo stesso codice penale in quanto la mancata somministrazione di cure ad un animale investito è stata identificata da sentenza della Corte di Cassazione come una vera e propria forma di maltrattamento.