La bellezza della diversità tra amicizia e integrazione: con Don Antonio Zito per colorare la speranza e dare voce alla bellezza

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Palermo – La bellezza della diversità tra amicizia e integrazione: con Don Antonio Zito per colorare la speranza e dare voce alla bellezza. «Un fiume in piena di studenti “multietnici” dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Francesco Ferrara” di Palermo, e i “piccoli “del Convitto Nazionale – Giovanni Falcone” hanno trovato accoglienza e confronto nella Sala Lavitrano della Curia Arcivescovile di Palermo. Ad accomunare le due scuole, le “Ambasciate del Parlamento della Legalità Internazionale. Al “Ferrara” l’ambasciata dell’amicizia e dell’integrazione, al “Convitto Nazionale” l’ambasciata della bellezza. A dare il benvenuto Don Antonio Zito che per due ore circa ha dialogato con spontaneità e incisività con i tanti alunni che hanno gremito la sala dell’Arcivescovado. Anche la troupe della Rai non ha voluto mancare a questo appuntamento, infatti, la giornalista del TG3 (Regione Sicilia), nella mattinata ha chiamato Nicolò Mannino chiedendo notizie sul tema dell’incontro e garantendo la presenza. Tanti studenti hanno chiesto unità nella diversità, più incisività, adulti che sappiano ascoltare e amare i loro sogni e poi la fede, un punto forte che permette a ogni uomo e ogni donna di avere lo sguardo verso l’infinito. Il Parlamento della Legalità Internazionale così ha trovato un nuovo abbraccio, un interlocutore che crede e propone strategie educative – come l’ufficio IRC dell’Arcidiocesi di Palermo nella persona del suo Direttore, Don Antonino Zito – poiché solo insieme si può abbattere il muro dell’indifferenza e dell’odio. Al termine della manifestazione, Nicolò Mannino Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale ha conferito la nomina di socio onorario del movimento a Don Antonio Zito proprio per il suo zelo a favore di una cultura di inclusione e di amore alla vita. A seguire l’omaggio floreale alla tomba di padre Pino Puglisi. Studenti di tutte le religioni uniti nel silenzio della preghiera hanno tuffato il loro sguardo e i loro sogni fra le braccia dell’Uomo-Prete ucciso dalla mafia. E cosi la speranza non muore, la vera lotta all’indifferenza è stata vinta dall’amicizia e ancora una volta l’ultima parola spetta a chi sa amare e non “criticare” stando a guardare». 

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Giuseppe Longo