Accordo sul Cantiere Navale di Palermo

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Fiom: “Un passo deciso nella direzione del rilancio dello stabilimento. Ora tocca al governo concretizzare il progetto, secondo gli impegni assunti da Di Maio”

Palermo – “E’ stato fatto decisamente un passo avanti nella direzione del rilancio dello stabilimento Fincantieri di Palermo”. Lo dichiarano Angela Biondi e Francesco Foti, segretari Fiom Cgil Palermo, dopo l’incontro che si è svolto tra le organizzazioni sindacali, Fincantieri nazionale, la direzione di stabilimento, insieme al presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale.
Al tavolo è stata data informazione del protocollo firmato lo scorso 28 dicembre tra l’Autorità di sistema portuale e Fincantieri, che sancisce know how e nuova funzione dello stabilimento palermitano, con la realizzazione di nuove aree date in concessione a Fincantieri (lato porticciolo Acquasanta) e l’ampliamento della diga Acquasanta, che raggiungerà la superficie di 3 mila mq.
Vengono inoltre confermati gli investimenti previsti da Fincantieri di 20 milioni di euro per il 2019/2020, ai quali si aggiungeranno quelli propedeutici per le nuove aree che l’autorità sta concedendo a Fincantieri per adibirle ad aree industriali. Confermate la concessione delle aree a Fincantieri dell’officina tubisti, meccanica e del bacino in muratura da 19mila tonnellate (bacino borbonico). Le aree che il porto sta riacquisendo invece sono il molo pontili e la palazzina molo nord. Una delle due gru presente in queste aree rimarrà in dotazione a Fincantieri.
Per quanto riguarda il bacino da 150mila tonnellate, è in corso di stesura l’accordo di programma che verrà presentato entro il mese di marzo alla presidenza del Consiglio dei ministri per la sottoscrizione e il conseguente finanziamento delle somme necessarie al completamento dell’opera. I carichi di lavoro per il triennio 2019/2021 si attesteranno a un milione di ore di lavoro annue che satureranno oltre che i lavoratori diretti anche l’indotto.
“Il protocollo sottoscritto tra l’Autorità di sistema portuale di Palermo e Fincantieri è decisamente un passo avanti e va nella direzione di un rilancio vero dello stabilimento, che comprende investimenti per dare vita a tutta le mission, compresa quella delle costruzioni di navi intere – dichiarano Angela Biondi e Francesco Foti, segretari Fiom Cgil Palermo insieme al coordinatore delle Rsu Fiom di stabilimento Serafino Biondo – Questo è ciò che da anni rivendichiamo. Ora tocca al governo concretizzare il progetto, secondo gli impegni assunti dal vice premier Luigi Di Maio in occasione dell’incontro avuto presso il cantiere di Palermo nel mese di novembre”.

In quell’occasione Di Maio si era impegnato a convocare entro il mese di dicembre il tavolo per la definizione dell’accordo di programma fra tutti i soggetti interessati, compresa la Regione siciliana e il Comune di Palermo. “La Regione – aggiunge la Fiom – deve anche dire cosa intende fare riguardo alle somme stanziate per il refitting e la costruzione di nuovi traghetti. La nostra ferma richiesta è che tali attività rimangano nel territorio perché occasione di sviluppo e occupazione per le tante professionalità locali.”
Al tavolo è emerso anche il dato, “paradossale per l’economia di un’Isola”, che la Regione siciliana non ha destinato nemmeno una parte dei fondi FERS all’economia del mare e la Fiom ha anche registrato l’assenza di notizie sul finanziamento del rifacimento dei bacini galleggianti, oggi in stato di abbandono, che causano un serio pericolo per il porto. Il presidente Monti, a tal proposito, ha comunicato di avere messo in mora la Regione per il loro spostamento.
“Sui bacini non abbiamo ancora nessuna notizia – aggiungono Angela Biondi, Francesco Foti e Sarfino Biondo – Stiamo valutando anche la possibilità di fare un esposto agli organi competenti rispetto agli argomenti più volte segnalati e sui quali non è giunta ad alcuna risposta. Rimane aperta la questione delle aree limitrofe al cantiere (Manifattura tabacchi) di proprietà Fintecna, visto che ai tempi della giunta Cammarata si voleva destinare la zona ad aree per recezione turistico-alberghiera e soltanto grazie agli scioperi dei lavoratori si è impedito che ciò avvenisse. Chiederemo al sindaco Orlando, che ha sostenuto le nostre ragioni bloccando il progetto, un incontro su queste aree”.