L’ottocentesca Villa Pacini “Villa Evaraghi”,bene culturale, versa in un degrado indicibile anche grazie all’illegittimo utilizzo come base dei fuochi d’artificio

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Villa Pacini
Dopo la festa di S Agata

 

Free Green Sicilia da anni inascoltata dalle autorita’ preposte ne’ chiede il restauro nel rispetto dell’ identita’ storica!

Catania – Quella che fu il primo giardino pubblico della città realizzato ai primi anni dell’ottocento, Villa Pacini (‘varagghi’ per i catanesi di una certa età), è stata ridotta ad un livello di indicibile degrado ambientale anche ‘grazie’ alla sua trasformazione illegittima in base per i fuochi d’artificio, durante le celebrazioni agatine , in quanto essendo un giardino storico pubblico ai sensi del Decreto legge n. 42 del 2004, Codice nazionale dei Beni Culturali, è considerato indirettamente un bene culturale dove tali attività pirotecniche sarebbero vietate in quanto del tutto incompatibili con lo stesso. Per non parlare dello shock , provocato dai fuochi e dai conseguenti rumori fuorilegge, agli uccelli e ai gatti che giornalmente trovano rifugio nella Villa. Ecco perché ci chiediamo e chiediamo anche pubblicamente alla Sovrintendente ai Beni Culturali di Catania se la stessa ( così come ha fatto con l’altro scempio del Giardino Bellini concedendo l’autorizzazione per la fiera commerciale e per il quale abbiamo chiesto le sue dimissioni) ha dato il dovuto nulla osta per l’utilizzo delle storica e monumentale Villa per i devastanti fuochi d’artificio.

Da Free Green Sicilia – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – SOS Beni Culturali – denuncia da anni inascoltata lo stato di perenne degrado, sotto ogni aspetto architettonico e botanico, che la Villa da decenni vive e come se la stessa non si trovasse in pieno centro storico a quattro passi da piazza Duomo, piazza Università, palazzo degli Elefanti e Cattedrale.

Il suo degrado coinvolge non solo l’aspetto botanico, con piante di pregio risalenti alla sua nascita (tra questi esemplari di Casuarinaequisetifolia e il Platanushybrid),- afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia-sos beni culturali – ma anche quello architettonico e la sua pregiata dotazione (come l’opera marmorea con il busto del compositore catanese Pacini realizzata da Giovanni Duprè), per non parlare dell’Amenano anch’esso con tanto di rifiuti , il pessimo funzionamento dei giochi d’acqua della usurata vasca centrale e lo stato di totale abbandono dell’area dei giochi per bambini (per non parlare all’obbrobrio e degradato chiosco di bibite che fa a pugni con lo stile ottocentesco della Villa) in quanto il tutto è carente da decenni di una vera e assidua cura e sorveglianza.

Ecco perché Free Green Sicilia chiede da anni inascoltata dalle Istituzioni preposte, di avviare l’iter per riconoscere formalmente la Villa Pacini quale bene regionale da proteggere e salvaguardare, anche se di fatto lo è grazie al Codice dei Beni Culturali, oltre che il dovuto restauro nel rispetto della sua identità storica, botanica e architettonica, per riportarla agli antichi splendori quando era meta romantica dei cittadini catanesi.