Vertenza Termini Imerese:i sindaci, senza una soluzione, resteranno a Roma ad oltranza

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I sindaci interessati alla vertenza Blutec

 

Chiedono un tavolo tecnico per porre fine ad una vertenza che dura da 17 anni

Termini Imerese (Pa) – Una storia lunga 17 anni quella della Blutec ex Fiat. Parole,chiacchiere, promesse e molte aspettative ma nulla di concreto per gli ex operai che attendono di conoscere le sorti del loro futuro occupazionale.

Dopo la protesta avviata dai lavoratori ex Fiat e indotto, le Amministrazioni locali, rappresentate dai Sindaci pro-tempore (Città Metropolitana di Palermo – Leoluca Orlando, Termini Imerese – Francesco Giunta, Lascari – Pippo Abbate, Sciara – Roberto Paragona, Caccamo – Nicasio Di Cola, Aliminusa – Filippo Dolce, Cerda – Salvatore Geraci, Cefalù – Rosario Lapunzina, Trabia – Leonardo Ortolano, Ventimiglia di Sicilia – Antonio Rini, Campofelice – Michele Taravella) hanno firmato una nota al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministero dello Sviluppo Economico con la quale si chiede di convocare un tavolo tecnico.

Il testo

Nel corso delle ultime settimane numerosi incontri si sono svolti a Temini Imerese sulla vicenda Blutec ed indotto.

Ciò che ci preoccupa, maggiormente, come rappresentanti degli Enti Locali è l’assenza di riscontro da parte del Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico, nonostante le ripetute sollecitazioni a cura del Presidente della Regione Siciliana, del Prefetto oltre che dell’ Amministrazione Comunale di Termini Imerese.

E’ indubbio che la “vertenza Termini Imerese” stia attraversando, il periodo più buio da quando, circa 17 anni fa, si è avviata. L’assenza di prospettive concrete, il rischio di perdere anche quel minimo sostentamento derivante dagli ammortizzatori sociali, in un territorio come quello imerese che già, di per se, è caratterizzato da un alto tasso di disoccupazione con le inevitabili conseguenze socio-economiche non può permettersi ulteriori passi indietro.

Tenuto conto che, ad oggi, nessun riscontro è pervenuto da parte del Governo Nazionale sulle richieste inoltrate, torniamo a chiedere una convocazione divenuta urgente ed inrinviabile. In caso contrario si è stabilito che nel corso della prossima settimana i rappresentanti degli Enti Locali interessati, si trasferiscano a Roma presso la sede del MISE, unitamente alle OO.SS. al fine di chiedere che venga convocato un tavolo ministeriale che fornisca i dovuti chiarimenti sullo stato del piano di reindustrializzazione del sito di Termini Imerese e se, soprattutto, Blutec sia in grado, da sola, di sostenerlo.

Visto quanto sopra i sottoscrittori della presente in qualità di Sindaci pro-tempore chiedono al Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico – Luigi Di Maio – la convocazione urgente ed indifferibile di  un tavolo tecnico che chiarisca, definitivamente, una vertenza che si protrae, oramai, da quasi un ventennio.”

Al riguardo il Sindaco di Termini Imerese – Francesco Giunta – ha dichiarato :

l’inerzia e il silenzio del Governo ed in particolare del Ministro Di Maio su una vicenda che sta assumendo sempre di più i contorni del dramma sociale, ha riunito, questa mattina, dinanzi i cancelli dello stabilimento Blutec, tanti Sindaci del comprensorio che, al di là degli staccati politici hanno voluto far sentire la loro voce di dissenso per un atteggiamento a dir poco superficiale che sta mettendo a dura prova la pazienza di oltre mille lavoratori. Il Sindaco Giunta – ha concluso – sottolineando il grande spirito di solidarietà che unito sotto un unico vessillo Amministratori locali, deputati nazionali e società civile, tutti rivolti alla risoluzione di un problema occupazionale oramai incancrenito”. A margine dell’Assemblea, è stato stabilito che il 13 gennaio una delegazione di Sindaci, insieme ad una rappresentanza degli operai e delle rappresentanze sindacali, si trasferiranno a Roma, dinanzi al MISE, chiedendo (pur non convocati) di essere ricevuti dal Ministro Di Maio. La delegazione, per il mezzo del Sindaco di Termini Imerese – Francesco Giunta, fanno sapere che hanno acquistato il solo biglietto di andata e che non faranno rientro in Sicilia senza risposte concrete da parte del Governo.

Dilatare i tempi è una caratteristica tutta italiana. I decisori politici, non solo non decidono ma perdono e fanno perdere tempo a chi di lavoro dovrebbe vivere mentre ora è costretto a ricorrere a proteste senza fine pur di avere una risposta. Che dimostrino, i nostri decisori politici, coerenza politica oppure cambino mestiere.

Ida Cangemi